Eugène Atget ha immortalato la Parigi di inizio Novecento, Todd Webb è un pioniere americano della fotografia di strada

La mostra mette in relazione due maestri della fotografia urbana e documentaria: Eugène Atget, che ha immortalato la Parigi di inizio Novecento, e Todd Webb, il pioniere americano della fotografia di strada post-bellica, profondamente influenzato da Atget.
Il legame di Todd Webb con Parigi
Dopo aver vissuto e lavorato a New York, Webb si trasferì a Parigi tra il 1949 e il 1953, esplorando la capitale francese con una macchina di grandi formato (8×10 pollici) proprio nello spirito della tradizione di Atget.
Il soggiorno parigino rappresenta una delle fasi più intense della sua evoluzione artistica, segnando la transizione dalla rigorosa geometria dei grattacieli di New York a un’indagine più intima dello spazio urbano.
La scoperta di Parigi e di Eugène Atget nasce dal forte legame di Todd Webb con Berenice Abbott; Todd ne assorbì la ricerca di una Parigi silenziosa, colta nelle prime ore del mattino o negli angoli nascosti di una Parigi destinata a sparire.
La scelta della grande camera (8×10)
A differenza dei fotogiornalisti della sua epoca che lavoravano con fotocamere come la Leica, Todd Webb decise di percorrere le vie di Parigi con una pesante fotocamera 8×10” su cavalletto; questa scelta condizionò profondamente il suo stile: lo scatto con una 8×10″ è lento, richiede il posizionamento del treppiede, la composizione sul vetro smerigliato con la testa coperta dal panno nero, l’inserimento del telaio con la lastra. Grazie al grande formato le immagini mostrano grande ricchezza tonale e dettaglio.
Guida all’immagine
Questa fotografia del 1946 fa parte della serie con cui Todd Webb documentò la New York del dopoguerra e mostra un venditore ambulante di noccioline nei pressi di Battery Park (la punta meridionale di Manhattan). Saltano all’occhio i cartelli che promuovono le noccioline. Il fumo che esce dal carretto rivela il sistema a vapore usato per mantenerle calde.
L’uso della grande fotocamera su treppiede non passava inosservata e il venditore col berretto si è messo in posa fissando l’obiettivo con fiera dignità; non si tratta quindi di uno scatto rubato, ma il frutto di un incontro e di una intesa tra fotografo e venditore.
Sullo sfondo compaiono le tipiche architetture commerciali di New York, le scritte delle vetrine, i passanti sfuocati dal lungo tempo di esposizione e le automobili d’epoca parcheggiate lungo la strada in pavé di pietra (cobblestone).
Per Todd Webb il 1946 fu un anno agrodolce, segnato dalla scomparsa del suo grande mentore Alfred Stieglitz, ma artisticamente fu uno dei più importanti della sua vita.
Vagava per i quartieri di New York con la fotocamera 8×10″ osservando la vita di strada prima che la modernizzazione edilizia cancellasse per sempre questa tipica economia fatta di piccoli carretti e commerci di quartiere.

Guida all’immagine
Questa fotografia appartiene al periodo parigino di Todd Webb e ben rappresenta il suo dialogo visivo con Eugène Atget che definisce la mostra “Todd Webb & Eugène Atget: Senses of Place”.
In primo piano vi sono due bambini dei quartieri popolari parigini del dopoguerra: il più grande tiene sottobraccio un pallone di cuoio usurato ed entrambi guardano l’obiettivo con un misto di curiosità e serietà; l’infanzia di strada nell’Europa del secondo dopoguerra trovava i suoi spazi di gioco e socialità proprio nelle strade della città.
Evidente l’eco di Eugène Atget nell’ambientazione: un vicolo acciottolato tra vecchie case popolari con persiane in legno logore e porte artigianali. Questo scorcio urbano povero, ma ricco di autenticità, ricorda da vicino le inquadrature con cui Atget documentava gli angoli nascosti e marginali di una Parigi destinata a sparire.
Anche in un vicolo così stretto Todd Webb ha usato la sua grande fotocamera 8×10 pollici su treppiede e con una simile apparecchiatura non si poteva passare inosservati: i ragazzini si sono messi spontaneamente in posa.

Guida all’immagine
Questa storica fotografia non è stata scattata da Todd Webb, bensì dal maestro di cui Webb ha raccolto l’eredità visiva, ovvero Eugène Atget.
Un dettaglio tecnico rivelatore di questa stampa d’epoca è la tipica vignettatura e la forma arrotondata dei bordi superiori dell’immagine. Atget utilizzava una fotocamera a soffietto 18×24 cm con obiettivi privi di ampio cerchio di copertura per quel formato, il che lasciava gli angoli della lastra non esposti alla luce, creando l’inconfondibile “cornice” scura che caratterizza la sua estetica.
Sulla sinistra vi è la facciata laterale della chiesa gotica Saint-Séverin nel cuore del Quartiere Latino, una delle chiese gotiche più antiche e suggestive di Parigi, ricca di contrafforti, gargoyle e pinnacoli. Atget amava documentare questi edifici non come monumenti da cartolina, ma come presenze vive del tessuto urbano e popolare dei vicoli parigini.
Sul palazzo di destra, la facciata è ricoperta da strati di manifesti dell’epoca: si intravedono scritte come “Vraikina” e inserzioni pubblicitarie: Atget era un instancabile catalogatore dei segni della modernità che si sovrapponevano alla vecchia Parigi.
In basso a destra si nota la sagoma mossa di un passante; con la bassa sensibilità delle lastre fotografiche e tempi di esposizione lunghi i passanti finivano per lasciare una traccia evanescente, un “fantasma” che restituisce l’atmosfera sospesa e silenziosa della Parigi di inizio secolo.
Paolo Namias
La mostra
Todd Webb & Eugène Atget: Senses of Place
La mostra è curata da David Campany, Creative Director of the International Center of Photography in New York
MUUS Collection
12-15 novembre 2026
Paris Photo