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Nikon: risultati fiscali negativi e ridimensionamento in vista

Redazione fotografia.it | 10 Novembre 2020

La divisione Imaging di Nikon, anche a causa della pandemia di Covid-19, per un sonoro -45% su base annua. Questi i dati che emergono dai documenti pubblici rilasciati dalla società agli azionisti.

La fabbrica Nikon a Sendai, dove vengono prodotte e assemblate le Nikon Z

Nel secondo trimestre del 2020 fino ad ora sono state vendute 240 mila fotocamere ad ottica intercambiabile, 390 mila obiettivi e 70 mila compatte: rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si è avuto un calo del -31%, -29% e -73% rispettivamente..numeri abbastanza difficili da digerire anche in raffronto allo scorso semestre (-52,5%, -53% e -76%). Nikon, come tanti altri produttori, sta affrontando quindi le conseguenze dei tempi moderni: le aziende stanno rivedendo i loro business in ordine alle nuove esigenze del mercato e per alcuni anni questo significherà una contrazione significativa per un periodo medio lungo..quanto lungo dipenderà dalla singola azienda.

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Parte del documento rilasciato da Nikon agli azionisti

Nikon ha recentemente cominciato a puntare su un nuovo segmento, quello Mirrorless entry level (ad esempio con Nikon Z5) che è solitamente pieno di professionisti in cerca di secondi corpi e appassionati che generano una spesa media relativamente alta: questo nuovo target sicuramente porterà aria fresca in termini di revenue aziendali. Così come faranno anche Nikon Z6 II e Z7 II, rinnovate e sicuramente più appetibili e concorrenziali dei loro modelli originari. Ma non scordiamo che la società è in ricostruzione: data la sempre crescente domanda di Mirrorless Full Frame, che ormai sono a tutti gli effetti sempre più vicini alle top di gamma proprio per una specifica richiesta del mercato, Nikon (ma anche Canon) soffre la mancanza di domanda di corpi reflex di fascia medio-bassa..numeri che prima la facevano da padrone ma che ora influiscono sui bilanci e appesantiscono la catena produttiva. Ormai i fotografi non spendono più le cifre di tanti anni fa, non cambiano più i corpi con grande frequenza ma preferiscono investire in prodotti costosi e prestazionali una tantum, che potranno durare nel tempo. E proprio per questo motivo Nikon ha pronto un piano di aggiornamento delle linee di produzione che porterebbe anche alla dismissione di quelle legate al mondo Reflex per privilegiare la tecnologia Mirrorless, spostandole dal Giappone alla Thailandia: a farne le spese potrebbero essere circa 2.000 entro marzo 2022, circa il 20% della forza lavoro totale come riporta anche un articolo del Nikkei.

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Parte del documento rilasciato da Nikon agli azionisti

Ma il discorso si può allargare anche alle compatte. Il dato sopra riportato evidenzia si una pedita del -73% rispetto allo scorso anno ma non deve essere letto “staticamente”, è un dato ingannevole: quel numero è anche frutto dello stop che ha riportato Nikon alla produzione – se non si producono compatte nuove, non si possono neanche vendere. Quello delle compatte è forse l’unico settore che, prima o poi, verrà completamente abbandonato a meno che non si punti su prodotti ad altissime prestazioni: questi ultimi sono infatti gli unici che vendono anche oggi (grazie anche ad un sensore di almeno 1″) mentre i modelli con sensore “classico”, quindi 1/2.3″, sono ormai destinati solo ai modelli bridge e in molti casi a diventare presto obsoleti.

Redazione fotografia.it