
Dietro la foto
L’incontro tra Sophia Loren e il grande fotografo David Montgomery nel 1967 non fu una semplice sessione di scatto, ma un vero e proprio incontro tra due mondi: l’estetica patinata del cinema degli anni d’oro e il realismo vibrante della Swinging London.
La “Reggia” di Marino: Villa Ponti
Il servizio ebbe luogo nella sontuosa Villa Ponti a Marino, vicino a Roma: Montgomery arrivò aspettandosi di trovare la solita accoglienza formale da star hollywoodiana, ma si trovò immerso in un’atmosfera squisitamente italiana.
Montgomery rimase sbalordito dalla vastità della villa (50 stanze), ma Sophia lo accolse con una semplicità che lo mise subito a suo agio.
Mentre lui cercava l’inquadratura migliore per fotografare la “diva”, lei si muoveva tra i saloni con la naturalezza di una padrona di casa che controlla se le tende sono tese bene.
L’aneddoto della pasta
Sophia Loren cucinava davvero. David Montgomery raccontava spesso di come, durante le pause del servizio, non ci fossero catering pretenziosi o assistenti con insalate scondite: “Hai fame, David? – gli chiese- e prima che potessi rispondere Sophia era già in cucina a spadellare.”
David Montgomery ricordò quel momento come la prova definitiva della autenticità di Sophia: la donna più bella del mondo, in un abito d’alta moda, giocava con farina e pomodoro con la stessa grazia con cui calcava il Red Carpet.
La consapevolezza del proprio volto
Montgomery notò una cosa che lo lasciò interdetto: Sophia conosceva il proprio viso meglio di qualunque direttore della fotografia; sapeva esattamente quale fosse il suo “lato migliore” e come la luce dovesse colpirlo per minimizzare o enfatizzare le ombre.
Questa consapevolezza produsse una collaborazione; Davis Montgomery usò luci naturali e morbide per ammorbidire i contrasti e creare quei ritratti in cui Sophia appare quasi eterea.
“Less is s more”
Mentre la maggior parte dei fotografi cercava di immortalare Sophia nel lusso della sua villa o avvolta in pellicce, Montgomery fece l’esatto opposto: volle isolare il suo volto come fosse una maschera, o una scultura.
Le fece indossare un semplice dolcevita nero che si fondeva con lo sfondo scuro e il risultato fu che i lineamenti sembrano fluttuare nel vuoto, costringendo l’osservatore a concentrarsi solo sul viso.
La composizione enfatizza gli elementi grafici del volto: le sopracciglia perfettamente arcuate e le ciglia, lunghissime e geometriche, tipiche del look degli anni Sessanta.
Il suo sguardo è rivolto verso l’alto ma Sophia guarda qualcosa che solo lei può vedere.
Un dettaglio tecnico
Si dice che David Montgomery abbia lavorato molto in sovra-esposizione in fase di stampa per ottenere quella pelle così chiara e levigata, quasi “di porcellana”, che contrasta con il nero assoluto dello sfondo.
Voleva eliminare ogni elemento di distrazione, capelli, gioielli, vestiti, per catturare la pura bellezza di Sophia: “Volevo mostrare che non aveva bisogno di nulla per essere la donna più bella del mondo,” diceva David Montgomery.
Il fotografo della della Swinging London
David Montgomery è un celebre fotografo noto per i suoi ritratti di icone della cultura, della politica e dello spettacolo. Cresciuto a Brooklyn, inizialmente sognava di diventare un musicista e studiò alla Juilliard School of Music, ma resosi conto di non avere il talento necessario per la musica si dedicò alla fotografia, studiando con il leggendario Alexey Brodovitch.
Lavorò come assistente di Lester Bookbinder a New York e lo seguì in Inghilterra nei primi anni Sessanta: qui si innamorò della luce di Londra e decise di trasferirsi in questa città diventando uno dei principali interpreti della Swinging London.

L’Evento: “30 Years of Magic”: la serata celebrava il trentesimo anniversario della carriera di Valentino Garavani. Dopo i festeggiamenti a Roma nel 1991, la mostra approdò al Seventh Regiment Armory di Park Avenue, a Manhattan. Fu un evento sociale senza precedenti che confermò Valentino come lo “stilista delle regine”.
La presenza di Sophia Loren non era casuale; è stata per decenni il volto internazionale dello stile Valentino.
Oltre a Sophia e Valentino, sulla destra vediamo Giancarlo Giammetti, il genio del business dietro il marchio Valentino e compagno di vita dello stilista. Giammetti è colui che ha trasformato il talento creativo di Valentino in business.
Un aneddoto sulla serata
Si dice che l’inaugurazione a New York fosse così affollata di celebrità (da Audrey Hepburn a Nancy Reagan) che la polizia dovette quasi chiudere Park Avenue.
Sophia Loren arrivò al braccio di Valentino, catalizzando tutti i flash: in quel momento, rappresentavano l’essenza dell’eleganza italiana esportata con successo in America.

Sophia Loren e Marcello Mastroianni non erano solo colleghi, ma i volti simbolo dell’Italia nel mondo. Sebbene il loro sodalizio artistico sia iniziato negli anni Cinquanta con film come Peccato che sia una canaglia (1954), gli anni Sesanta rappresentano il culmine del loro successo, guidati spesso dalla regia di Vittorio De Sica.
Il loro legame era così stretto che la madre di Mastroianni era la loro prima fan.
Un aneddoto racconta che, se vedeva Marcello al cinema accanto a un’altra attrice, gli telefonava preoccupata chiedendo:
“Marcè, che hai fatto? Hai litigato con Sophia?”
La scarsa memoria di Marcello Mastroianni
Sophia Loren ricordava spesso con ironia la scarsa memoria di Marcello per i copioni; spesso arrivava sul set senza aver studiato, e chiedeva a Sophia: “E ora cosa devo dire?”.
Lei puntualmente rispondeva che fosse un problema suo e che avrebbe dovuto svegliarsi prima per imparare la parte! Nonostante ciò, la loro intesa era tale che l’improvvisazione rendeva le scene ancora più naturali e autentiche.
Uno spogliarello iconico
Nel 1963, per il film Ieri, oggi, domani, girarono la famosa scena dello spogliarello sulle note di Abat-jour.
Mastroianni interpretava un cliente ironico, mentre la Loren si mostrava in tutta la sua sensualità; l’alchimia era così forte che quasi trent’anni dopo, nel 1994, accettarono di riproporre la scena in chiave ironica nel film Prêt-à-Porter di Robert Altman.
Un amore platonico
Nonostante le insistenti voci dei tabloid, i due attori non hanno mai avuto una relazione sentimentale nella vita reale. Sophia è sempre stata legata a Carlo Ponti, mentre Marcello restava il suo “migliore amico, complice ed eterno” compagno di avventure.
L’intero articolo sarà pubblicato su Tutti Fotografi
La mostra
Sophia Loren. Il mito della bellezza disegnato con la luce
Fino a 5 luglio 2026
www.fondazionecirulli.org
La Fondazione Massimo e Sonia Cirulli nasce dalla esperienza del Massimo and Sonia Cirulli Archive avviato a New York nel 1984, che racconta con oltre 10.000 opere la nascita della creatività italiana del Novecento attraverso l’arte, il design e la pubblicità.
Obiettivi della Fondazione sono la narrazione e la valorizzazione della cultura visiva italiana del Novecento, dalla nascita della modernità fino agli anni del boom economico (1900-1970); tra i maestri dell’arte italiana presenti nella collezione figurano Giacomo Balla, Osvaldo Licini, Fortunato Depero, Mario Sironi, Lucio Fontana, Gio Ponti, Bruno Munari.