Conoscere come nascono i tornado, dove trovarli, i rischi che comportano, è importante per fotografarli al meglio. Una guida utile chi vuole sfidare questi potenti fenomeni naturali.
Le foto sono di Alessandro Favretti
@alessandro.favretti

Per capire come nasce un tornado bisogna partire dalla “supercella”, che è il tipo di temporale più potente ed è la sorgente di quasi tutti i tornado più violenti e distruttivi. Tuttavia a differenza dei normali temporali che si esauriscono in meno di un’ora, una supercella può sopravvivere e mantenere la sua intensità per ore; il suo segreto è il mesociclone, una colonna d’aria in costante rotazione (del diametro di 2-10 km) all’interno della corrente ascensionale del temporale.

Come una supercella innesca un tornado
La nascita di un tornado non è casuale, ma segue una sequenza aerodinamica e termodinamica che possiamo dividere in quattro fasi:
Wind Shear
Nei primi chilometri di quota, venti che soffiano a velocità e direzioni diverse creano un tubo d’aria invisibile che ruota orizzontalmente rispetto al suolo.
Tilting
Quando si innesca la violenta corrente ascensionale del temporale (updraft), questa aspira il tubo d’aria rotante e lo piega in verticale. La rotazione entra nel cuore della nuvola: nasce così il mesociclone.
La spinta verso il basso (RFD)
Nel temporale si sviluppa una corrente fredda discendente chiamata Rear Flank Downdraft, appesantita da pioggia e grandine; questa corrente spinge verso il suolo la parte inferiore del mesociclone in rotazione.
Stretching
Quando la colonna rotante tocca terra e viene stirata verticalmente dal contrasto tra correnti ascendenti e discendenti e la colonna d’aria si restringe e accelera vertiginosamente, trasformandosi in un tornado.
I tre tipi di supercella
Non tutte le supercelle hanno lo stesso aspetto e si classificano in base alla quantità di precipitazioni che avvolgono il mesociclone
Classica
Presenta un equilibrio perfetto fra correnti calde e fredde; il tornado nasce in una zona relativamente priva di pioggia e si staglia contro il cielo.
HP (High Precipitation)
E’ la variante più potente; il temporale scarica cortine di pioggia torrenziale e grandine che avvolgono completamente il mesociclone. Il tornado viene “nascosto” dalla pioggia risultando invisibile fino all’ultimo anche ai “cacciatori” esperti.
LP (Low Precipitation)
Si formano negli ambienti più secchi; le precipitazioni sono scarse, lasciando la struttura del mesociclone scoperta, visibile nel cielo come una gigantesca campana. Genera grandine di eccezionali dimensioni.

Dove trovare i tornado
La “Tornado Alley” (Texas, Oklahoma, Kansas, Nebraska) ma il fenomeno ha una sua stagionalità; il picco dell’attività è tra maggio e giugno.
In luglio la frequenza dei tornado diminuisce e si sposta verso nord; le aree target sono tipicamente gli Stati settentrionali (Dakota, Montana) o, in casi specifici, il Colorado nord-orientale.
Per un professionista, è consigliabile unirsi a esperti cacciatori di tornado per avere accesso ai dati meteorologici in tempo reale e per avere il supporto di una guida esperta che conosce le strade e le vie di fuga, essenziali per la sicurezza.

Stati Uniti, ma anche Italia
I tornado sono fenomeni frequenti anche in Europa e in Italia, sebbene la maggior parte sia di intensità debole o moderata rispetto a quelli nordamericani.
Vediamo quali sono le zone più colpite in Italia; innanzitutto la Pianura Padana, dove l’incontro tra l’aria calda e umida dell’Adriatico e le correnti più fresche dai rilievi alpini crea il carburante ideale per il fenomeno.
Da segnalare anche la costa tirrenica (Liguria, Lazio, Campania, Toscana), dove si verificano trombe marine che toccano terra.
Puglia e Basilicata, in particolare il Salento, le Murge e il Tarantino sono esposti a convergenze tra Adriatico e Ionio. Non sfuggono nemmeno le isole Sicilia e Sardegna, specialmente lungo le fasce costiere nei mesi autunnali.
I momenti di picco sono maggio e luglio) sulla Pianura Padana, mentre nel centro-sud sono a fine estate/autunno (settembre – novembre).

Come monitorare i tornado in tempo reale
ESWD (European Severe Weather Database)
E’ la piattaforma ufficiale gestita da ESSL (European Severe Storms Laboratory) dove vengono archiviati e geolocalizzati tutti i fenomeni atmosferici estremi in Europa, con mappe interattive e livelli di intensità.
Pretemp
Associazione italiana specializzata nella previsione temporalesca; pubblica bollettini di rischio e verifica sul campo dei tornado in Italia.
MeteoNetwork / Tornado in Italia
Portali e reti di amatori e meteorologi che raccolgono segnalazioni, foto, tracciati radar e dati sul territorio italiano.

Consigli per fotografare il tornado
Il fotografo che intende documentare questi fenomeni includerà elementi che diano scala all’evento, come costruzioni umane e recinzioni, ma anche orizzonti aperti; la potenza di un tornado si percepisce meglio quando è contestualizzata nell’ambiente.
Attenzione alla propria sicurezza
Prima di scattare conviene individuare almeno due vie di fuga; conviene non focalizzarsi solo sul mirino ma effettuare un monitoraggio continuo del radar (tramite App dedicate) e dell’orizzonte.
Spesso i fulmini sono più pericolosi del tornado; conviene evitare di scendere dal veicolo se l’attività elettrica è intensa.
Molti appassionati commettono l’errore di fermarsi al centro della carreggiata per scattare, creando in questo modo pericoli per quanti stanno allontanandosi e per gli altri cacciatori. Attenzione quindi a non bloccare le strade.