Omaggio di Pietrasanta a uno dei più importanti fotoreporter del Novecento

Nato a Pietrasanta nel 1935, Romano Cagnoni si trasferì negli anni Cinquanta a Londra, città che divenne la sua base operativa per circa trent’anni.
È stato uno dei più importanti fotoreporter del Novecento, documentando conflitti come la guerra del Biafra, il Vietnam, la rivoluzione sandinista in Nicaragua e il conflitto in Cecenia. I suoi reportage sono stati pubblicati sulle principali testate internazionali (Life, Newsweek, The Sunday Times) e gli valsero premi prestigiosi, tra cui l’Overseas Press Club Award nel 1970.
Pubblichiamo qui un di brano Harold Evans, direttore di The Sunday Times
“Pictures on a Page”Londra 1978
“Abbiamo intervistato molti fotografi famosi per questo libro, parliamo di Henri Cartier-Bresson, Snowdon, Bert Hardy, Bill Brandt, Eddie Adams, Don McCullin, Romano Cagnoni, Eugene Smith e molti altri.
La differenza tra chi semplicemente schiaccia il pulsante di scatto e un vero fotografo è nella composizione dell’immagine. Romano Cagnoni era consapevole di ciò che intendeva valorizzare nel comporre la sua celebre fotografia delle reclute Ibo per l’esercito del Biafra durante la guerra civile in Nigeria.

Attratto dalle teste rasate dei 100-150 uomini che correvano lungo la strada, si posizionò sulla terrazza di una casa affacciata sul campo di addestramento, colpito dalle forme in continuo cambiamento dei gruppi e dalla bellezza statuaria dei corpi: in quattro ore scattò solo 10 foto, ma capì subito di aver catturato, in questo singolo scatto, un’immagine potente. Gli uomini a torso nudo e con la testa rasata appaiono vulnerabili, anonimi, nella compressione data dall’obiettivo da 500mm.
Come nel linguaggio, la ripetizione degli elementi che compongono il soggetto viene qui sfruttata da Romano Cagnoni per comunicare l’idea di profondità.”
La Guerra negli occhi , 2011
Testo di Romano Cagnoni in collaborazione con Matteo Bortolotti, scrittore
Quando Albert Einstein, cercando rifugio dal clima antisemita della Germania nazista, arrivò in America, dovette compilare un foglio alla dogana. Quando giunse alla voce nella quale si chiedeva d’indicare la razza di appartenenza, lui scrisse semplicemente “UMANA”.

Romano Cagnoni e il banco ottico
L’uso del banco ottico è insolito per un fotoreporter di guerra, abituato alla leggerezza e alla rapidità delle fotocamere 35mm: per Romano Cagnoni ha rappresentato una scelta stilistica e concettuale nella fase matura della sua carriera:
I volti dei guerrieri ceceni
Uno studio fotografico in prima linea, a Grozny, sotto l’infuriare della guerra.
Sono ritratti di un popolo fiero, già raccontato da scrittori come Puškin, Lermontov, Tolstoj. Si dice che i ceceni, ai tempi delle ribellioni dell’Imamato del Caucaso, prigionieri dello zar, preferissero farsi uccidere piuttosto che cedere il loro pugnale. I soldati zaristi dovettero fare un patto coi prigionieri, che promisero di non usare il coltello contro i carcerieri a patto di poterlo tenere con sè. Ieri come oggi: questi guerrieri riescono a distruggere i carri armati con le sole bombe a mano.
Questa celebre immagine di Romano Cagnoni (Groznyj, 1995) rappresenta la perfetta sintesi tra la cronaca di guerra e la ritrattistica, sovvertendo le regole tradizionali del reportage di guerra.
L’inquadratura mette in evidenza la bomba che il guerriero tiene in mano sfruttando la tridimensionalità consentita dal banco ottico: estende il piano prospettico e porta la bomba quasi a contatto visivo con l’osservatore.
Romano Cagnoni ha usato il banco ottico anche nel progetto realizzato nell’ex-Jugoslavia, durante il conflitto nei Balcani, con lo scopo di rallentare il ritmo della ripresa nel documentare le distruzioni, il territorio martoriato ed esaltare la nitidezza dell’immagine, impossibile per il piccolo formato.
La mostra
“Romano Cagnoni. Da Pietrasanta a testimone della storia”.


Sotto la direzione artistica di Fabiola Manfredi, il percorso espositivo si snoda lungo un dialogo costante tra due anime complementari: la prima sezione “le Radici (Pietrasanta & Figli)” esplora il legame viscerale di Cagnoni con la sua città. Attraverso scatti potenti e carichi di umanità dedicati alla vita quotidiana, ai laboratori di scultura e alle cave, emerge una Pietrasanta fatta di estetica permanente, fatica e genio artigiano.
Nella seconda sezione la mostra raccoglie opere iconiche che hanno segnato il fotogiornalismo internazionale, dal Vietnam di Ho Chi Minh alle trincee del Biafra, dall’Afghanistan invaso dall’Unione Sovietica fino ai ritratti dei grandi leader mondiali,

Arte BVLG è lo spazio espositivo per la promozione culturale creato dalla BCC Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana, gestito in coordinamento con la fondazione Mutua BVLG ETS.
Ospita regolarmente mostre temporanee di scultura, pittura, installazioni e fotografia. Lo spazio valorizza sia maestri storicizzati e legati al territorio (da artisti come Igor Mitoraj e Iginio Balderi a fotografi locali), sia progetti di arte contemporanea e talenti emergenti.
Raccoglie ed espone opere d’arte acquisite dalla banca nel corso della sua storia a sostegno del patrimonio artistico e culturale locale.
Opera anche come un centro culturale aperto alla comunità.
Arte BVLG, via del Marzocco 67, Via Mazzini 80 Pietrasanta
Dal 7 agosto al 20 settembre, da martedì a domenica, dalle 18.00 alle 23.00