Dopo aver conquistato l’iPhone, Adobe Premiere arriva finalmente anche su Android. L’applicazione mobile per il montaggio video è disponibile da ieri sul Google Play Store e porta sugli smartphone Android una timeline multitraccia, strumenti per l’editing audio e video, effetti, transizioni, template e funzioni pensate soprattutto per i contenuti destinati ai social.

La parte più interessante, però, è che l’editing di base è gratuito. Non servono un account Adobe né un abbonamento per iniziare a montare, salvare i progetti localmente ed esportare i video, mentre le funzioni di IA generativa basate su Adobe Firefly utilizzano crediti generativi.
Adobe ha progettato Premiere mobile per portare sullo smartphone un’esperienza di montaggio più vicina a quella di un editor tradizionale. La timeline è multitraccia e permette di sovrapporre video, audio, testo ed effetti, con strumenti per tagliare e spostare le clip con precisione al singolo fotogramma. Si possono inoltre regolare velocità e formato del progetto, aggiungere transizioni ed effetti, registrare una voce fuori campo e intervenire sull’audio. Tra gli strumenti disponibili c’è anche Enhance Audio, che interviene sul parlato per ridurre il rumore di fondo e migliorarne la chiarezza.
L’app permette di adattare il video a diversi formati, compreso il verticale 9:16, oltre a 16:9, 1:1, 4:5 e altri rapporti. L’esportazione arriva fino al 4K, con possibilità di scegliere risoluzione, frame rate e qualità. Adobe specifica inoltre che i video possono essere esportati senza filigrana.
Uno degli elementi su cui Adobe insiste maggiormente è la produzione di contenuti brevi. Premiere mobile integra infatti un’area dedicata a YouTube Shorts, con template che comprendono musica, effetti e montaggi preimpostati, personalizzabili con i propri contenuti. I template possono anche essere remixati, mentre il progetto può essere preparato direttamente per il formato verticale tipico degli Shorts. L’obiettivo è evidente: partire dalle riprese fatte con lo smartphone, montarle senza passare dal computer e arrivare rapidamente alla pubblicazione.

Non mancano poi gli strumenti per lavorare con immagini e audio: è possibile estrarre l’audio da un video e utilizzarlo come traccia indipendente, importare materiale dal dispositivo e accedere ai file presenti attraverso applicazioni di archiviazione come Google Drive, Dropbox e OneDrive.
La parte gratuita comprende quindi il cuore del montaggio, ma Adobe ha lasciato alle funzioni generative di Firefly il ruolo di componente a pagamento. Tra gli strumenti basati sull’IA figurano Generative Fill, Image-to-Video e Generate Sound Effects, funzioni che richiedono crediti generativi Firefly. In questo modo Adobe mantiene gratuito il montaggio vero e proprio, mentre monetizza le funzioni generative e lo spazio di archiviazione aggiuntivo.

C’è però una differenza da tenere presente rispetto all’app per iPhone: al momento il catalogo delle funzioni non è perfettamente identico sulle due piattaforme. Su Android alcune funzioni sono ancora assenti o indicate da Adobe come in arrivo, tra cui i sottotitoli generati automaticamente, i keyframe, alcune regolazioni avanzate del colore, Adobe Fonts, il rilevamento delle battute musicali e la possibilità di continuare il progetto su Premiere desktop.
È un punto importante perché Premiere mobile non va quindi ancora considerato come una versione completa di Premiere desktop infilata dentro uno smartphone. L’obiettivo è piuttosto offrire un ambiente di montaggio mobile autonomo, con un possibile collegamento all’ecosistema Adobe.
Premiere per Android richiede Android 13 o successivo e almeno 5GB di RAM. L’app è disponibile in oltre 150 Paesi e può essere utilizzata senza effettuare il login per le funzioni fondamentali. L’accesso diventa invece necessario per alcune risorse creative, per le funzioni generative e per i relativi crediti Firefly.
La nuova app arriva sul mercato a circa un anno dal debutto della versione iOS e prende di fatto il posto di Premiere Rush anche nel percorso mobile di Adobe. L’azienda aveva già annunciato l’intenzione di portare Premiere su Android, ma è solo ora che il progetto diventa disponibile al pubblico.
Per chi gira video con lo smartphone e vuole arrivare rapidamente a un contenuto finito, quindi, la novità è soprattutto questa: non serve più necessariamente passare dal computer per avere una timeline multitraccia, lavorare sull’audio, aggiungere effetti e transizioni e produrre un video 4K senza filigrana. E per le funzioni più avanzate, Adobe punta sull’integrazione con Firefly e, progressivamente, con il resto dell’ecosistema Premiere.