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Fotografia.it

Alfred Eisenstaedt: la poetica dell’attimo

Un viaggio nella visione del padre del fotogiornalismo moderno: un ritratto intimo di Sophia Loren e un autoritratto

Paolo Namias | 15 Ottobre 2026
Alfred Eisenstaedt
Vittoria sul Giappone. Marinaio bacia un’infermiera durante i festeggiamenti per la vittoria sul Giappone a Times Square. New York City, 14 agosto 1945 © Alfred Eisenstaedt / The LIFE Picture Collection / Shutterstock

La mostra “Alfred Eisenstaedt, la fotografia era nell’aria” a cura di Monica Poggi, è composta da due mostre complementari per un unico progetto, articolato in due musei: è un percorso espositivo che attraversa il Novecento nello sguardo di un grande interprete. Il progetto invita il pubblico a riscoprire un autore che ha contribuito alla definizione del linguaggio del fotogiornalismo. Il titolo “La fotografia era nell’aria” riprende una riflessione dello stesso Eisenstaedt sulla Germania del primo dopoguerra, attraversata da una straordinaria vitalità culturale, un contesto in cui il fotografo si forma e avvia la propria attività. Eisenstaedt lavora tra l’Europa degli anni Venti e gli Stati Uniti degli anni Trenta, dove si stabilisce nel 1935; qui diventa una delle firme più autorevoli della rivista Life. Dalla documentazione lucida dell’Europa tra le due guerre a soggetti più intimi e lirici come la danza e il teatro, Eisenstaedt si concentra sulla società contemporanea; i reportage realizzati in Etiopia e Giappone ampliano ulteriormente la portata della sua ricerca.
Oltre a questo lavoro fotogiornalistico vi sono i ritratti dei protagonisti della politica, della scienza e dello spettacolo e in queste pagine presentiamo quelli di Albert Einstein e Sophia Loren, accanto a un autoritratto.

GUIDA ALL’IMMAGINE

Sophia Loren, Rome. Eisenstaedt
Sophia Loren Roma 1961 © Alfred Eisenstaedt / The LIFE Picture Collection / Shutterstock

Sophia Loren: un ritratto intimo

Nel 1961 le strade di Roma facevano da sfondo a una delle stagioni più effervescenti del cinema italiano; Sophia Loren era un’attrice di successo e l’anno successivo avrebbe vinto il Premio Oscar per La ciociara.
Fu proprio in quel periodo che la rivista Life inviò nella capitale uno dei suoi fotografi più importanti per scattare un ritratto intimo della diva: non fu semplicemente un servizio commissionato da una redazione di New York, ma l’inizio di un sodalizio umano e artistico che avrebbe legato Alfred e l’attrice per quasi vent’anni.

L’ombra silenziosa

Sophia Loren raccontava spesso quanto l’approccio di Eisenstaedt fosse diverso da quello di altri fotografi:
“Quando ho incontrato Eisie, fu un colpo di fulmine. È diventato la mia ombra, ma non ha mai cercato di interferire nella mia vita. Continuava a scattare, a sorridere, ed era felice di stare con me quanto io lo ero di stare con lui!”
A differenza dei set affollati da assistenti sotto luci forti e costretti da rigide direttive, Eisenstaedt lavorava con una leggerezza disarmante; usava unicamente la luce naturale e riusciva a dissolvere qualsiasi barriera psicologica.

Spontaneità e gioia di vivere

Questa immagine coglie Sophia Loren in un momento in cui si abbandona alla risata: è lontana da ogni posa costruita, all’interno di un ambiente domestico che suggerisce intimità.
Osserviamo il linguaggio del corpo: la mano portata istintivamente al petto, la postura rilassata e l’espressione divertita ci restituiscono una giovane donna che vive il successo con entusiasmo. Eisenstaedt sapeva aspettare la frazione di secondo in cui la maschera pubblica di Sophia cadeva per lasciare spazio alla persona vera.
Nel corso degli anni, Eisenstaedt tornò a fotografare Sophia Loren a più riprese, nei momenti di relax, sui set cinematografici e persino nella sua vita privata a Parigi e Napoli. Gran parte di quegli scatti realizzati a partire dal 1961 rimasero a lungo inediti negli archivi di Life.

GUIDA ALL’IMMAGINE

Alfred Eisenstaedt
Alfred Eisenstaedt

Alfred Eisenstaedt e la sua Leica

Nel 1939 Alfred Eisenstaedt era appena giunto negli Stati Uniti (nel 1935) dopo aver lasciato la Germania nazista; la metropoli americana divenne il palcoscenico ideale per sperimentare il linguaggio del moderno fotogiornalismo per le pagine della rivista Life.
Eisenstaedt si mostra qui nella sua inconfondibile eleganza informale, giacca e cravatta scura, mentre impugna la fotocamera come un’estensione del proprio corpo.
Questo celebre autoritratto racchiude l’essenza di “Eisie” e del suo modo di intendere la fotografia. Ciò che salta all’occhio è il rapporto simbiotico tra il fotografo e la sua Leica; mentre molti fotografi dell’epoca utilizzavano pesanti macchine come le ingombranti Speed Graphic e dipendevano dai lampi del flash, Eisenstaedt fu uno dei primi a credere nella maneggevolezza delle fotocamere 35mm.

Cecchino visivo

Gli occhi, attenti e scrutatori, restituiscono la sua capacità di osservare l’ambiente con la pazienza di un “cecchino visivo” nell’attesa dell’inquadratura perfetta.
La Leica che stringe tra le mani è equipaggiata con il mirino esterno e un obiettivo luminoso, una configurazione ideale per lavorare rapidamente anche in condizioni di luce scarsa senza farsi notare.

Gli anni della svolta a Life

Il 1939 fu un anno cruciale per la carriera americana di Eisenstaedt; le sue storie fotografiche su Life spaziavano dai ritratti alle celebrità di Broadway ai lavoratori anonimi nelle strade di Manhattan, fino ai rifugiati politici in cerca di una nuova vita.
Con questo spirito pionieristico Eisenstaedt ha contribuito a definire l’immagine di un’intera epoca, trasformando la macchina fotografica in uno strumento di connessione umana.

L’intero articolo è pubblicato su Tutti Fotografi Novembre

La mostra
Due le sedi espositive. Dopo la mostra al Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme (PD)
www.museovillabassiabano.it
il Museo Storico Navale di Venezia
www.munav.it
Fino a 22 novembre 2026

Paolo Namias
Direttore editoriale delle pubblicazioni di Rodolfo Namias Editore
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