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Fotografia.it

Anastasia Samoylova: “Harbor”, l’anima delle città portuali

Redazione fotografia.it | 25 Ottobre 2026

La mostra “Harbor”, curata da Emanuela Mazzonis di Pralafera e prodotta da Intesa Sanpaolo per le Gallerie d’Italia di Torino, è un progetto che esplora l’anima, l’architettura e l’identità visiva di sette grandi città portuali europee e del Mediterraneo: Genova, Venezia, Rotterdam, Marsiglia, Lisbona, Atene e Istanbul.  

Anastasia interpreta il porto non soltanto come infrastruttura commerciale, ma come luogo simbolico di confine, di passaggio, di transito: uno spazio in cui s’incontrano l’attività portuale e la vita quotidiana, la memoria storica e il turismo. 

L’artista Anastasia Samoylova

Fotografa russo-statunitense, è nota per la sua ricerca visiva tra la fotografia documentaria e l’indagine sui temi del cambiamento climatico.

Il progetto che l’ha portata all’attenzione della critica internazionale è FloodZone (2019); realizzato nel Sud della Florida, documenta l’impatto visivo e psicologico dell’innalzamento del livello del mare e della crisi climatica.  Anastasia ha poi realizzato Floridas (2022), un’esplorazione della Florida contemporanea che si pone in dialogo ideale con lo storico lavoro di Walker Evans nello stesso stato. Image Cities (2023): premiato al KBr Photo Award dalla Fundación MAPFRE, indaga come le immagini commerciali e i collage pubblicitari negli spazi urbani omologhino l’architettura e l’identità delle metropoli del mondo. Atlantic Coast (2025) è un progetto che ripercorre la celebre Route 1 lungo la costa orientale degli Stati Uniti, riprendendo l’itinerario percorso nel 1954 da Berenice Abbott, per riflettere sulle trasformazioni del paesaggio e sul cambiamento climatico settant’anni dopo.

Lo stile Anastasia

Elementi chiave della sua poetica sono l’affinità con l’iperrealismo pittorico (e con la Pop Art) e il modo in cui seduce con il colore: Anastasia usa una palette cromatica accesa, brillante, quasi pubblicitaria, una scelta estetica che risponde a una precisa strategia: attrarre lo sguardo per poi svelare le crepe della realtà: il degrado, le inondazioni, il cambiamento climatico.

Le sue inquadrature sono costruite con estremo rigore formale e sono molto vicine alla pittura contemporanea; l’uso di campiture piatte, sovrapposizioni di piani, riflessi e frammenti architettonici crea composizioni nitide e dettagliate tanto da sembrare dipinti iperrealisti più che scatti fotografici.

Con il suo lavoro l’artista riflette sul consumo dello spazio urbano, l’impatto del turismo globale e la fragilità dell’equilibrio tra uomo e mare; Harbor trasforma il paesaggio portuale marittimo in una riflessione più ampia sul tempo, lo spazio e le contraddizioni del mondo contemporaneo.

Gallerie d’Italia – Torino
Mostra a cura di Emanuela Mazzonis di Pralafera
Fino a 7 febbraio 2027
www.gallerieditalia.com
torino@gallerieditalia.com

Redazione fotografia.it
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