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Fotografia.it

Getty Images: il tribunale decreta la procedura fallimentare

Redazione fotografia.it | 18 Ottobre 2026

Getty Images, la più grande agenzia fotografica al mondo, è finita nella procedura di Chapter 11 per un debito di 2,1 miliardi di dollari: nella legislazione americana è una specie di fallimento con “paracadute” che in Italia è paragonabile al concordato preventivo, o alla bancarotta.
Per approfondire la notizia abbiamo intervistato Guido Alberto Rossi, per anni titolare delle agenzie The Image Bank Italia e TIPS Images.

Chapter 11: procedura del Codice Fallimentare americano

Negli Stati Uniti il Chapter 11 è una procedura prevista dal Codice Fallimentare federale che consente a un’azienda di ristrutturare i propri debiti continuando a operare.

In pratica:
• L’azienda non chiude.
• Ottiene una protezione temporanea dai creditori (automatic stay), che non possono avviare o proseguire azioni di recupero.
• Presenta un piano di riorganizzazione per ridurre, rinegoziare o dilazionare i debiti.
• Continua la propria attività sotto il controllo del tribunale fallimentare.

In passato, grandi società come General Motors e Hertz sono finite in questa procedura, poi però ne sono uscite, anche se ridimensionate con la perdita di qualche pezzo, ed oggi sono ancora pienamente operative.

Stando a quando pubblicato dai giornali finanziari, nel caso di Getty Images sembra che ci siano dei retroscena: servivano rapidamente 533 milioni di dollari e Charles Koch insieme alla famiglia Getty hanno coperto la cifra (Charles Koch, anni 90, ha un patrimonio personale di 76,9 miliardi di dollari, senza contare le aziende che sono tra le più grandi d’America)  

Getty Images ha garantito che tutti i collaboratori e i fotografi verranno pagati e ovviamente spero sia così; il debito però è enorme e temo che qualcuno non vedrà i suoi dollari.

Le ragioni della crisi

Ho letto che viene data la colpa all’intelligenza artificiale, ma, “sorry”, non è quella la ragione principale!
Il fatto è che il mondo editoriale è cambiato come dal giorno alla notte: la committenza che comprava le fotografie si è ristretta come il brodo. Questa committenza era costituita principalmente dalle grandi riviste, ma basti vedere in edicola come queste riviste che solo pochi anni fa avevano 200/300 pagine piene di fotografie, oggi sono ridotte al bollettino della proloco di Kabul!
Inoltre in giro ci sono più foto che clienti, e i prezzi sono crollati.

Scelte commerciali

La politica di Getty Images degli “abbonamenti” con foto offerte a un tanto al chilo non ha pagato, mentre ha portato alla chiusura decine di piccole e medie agenzie fotografiche.

Ricordo che un giorno mentre discutevo del prezzo delle foto con un editore perché mi sembrava che € 45 per una foto di stock fosse una miseria, il mio interlocutore, che tra l’altro era anche un vecchio amico, mi mostrò il contratto, appena firmato con Getty Images, che per qualche migliaia di euro gli dava la possibilità di scaricare tutte le foto che voleva, per qualsiasi uso e per tutte le sue testate.
Quando dopo qualche tempo lo rincontrai, mi disse che alla fine del contratto, tirate le somme, le foto Getty gli erano costate circa € 15 l’una, copertine comprese.

La mancata fusione Shutterstock

Altra ragione del “buco” è la mancata fusione con l’altra mega agenzia, Shutterstock, bloccata dall’antitrust britannico, ma comunque costata moltissimo tra consulenti, avvocati e affini. Senza contare i tanti altri milioni di dollari spesi in cause perse.

Gli effetti dell’intelligenza artificiale

Non posso però non ricordare anche i danni causati dalla AI, che ha praticamente fatto le scarpe alla sezione di foto Microstock.

Ho telefonato ad alcuni amici fotografi che collaborano con Getty Images e nessuno di loro è stato informato dalla società dell’avvio della procedura di Chapter 11 e di quali siano i piani per il prossimo futuro. Certo che se avessi affidato le mie foto a Getty Images non dormirei sonni tanto tranquilli: penso che la società non andrà a carte quarantotto, ma i dollari per coprire il buco da qualche parte dovranno pur saltar fuori.

Guido Alberto Rossi

Guido Alberto Rossi:affermato fotografo, dal 1980 al 2003 è stato il titolare di The Image Bank Italia.
Nel 2004 ha fondato l’agenzia TIPS Images, diventata in breve tempo un archivio di riferimento per il settore dell’immagine pubblicitaria ed editoriale.

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