Oppo presenta a Maiorca, in Spagna, la nuova Find X10 Series, una famiglia di smartphone che punta sulla fedeltà cromatica e sulla naturalezza dell’elaborazione fotografica. Il progetto, sviluppato in collaborazione con Hasselblad, combina sensori ad alta risoluzione e una nuova generazione di fotografia computazionale, con l’obiettivo di ridurre gli interventi artificiali su dettagli, colori e tonalità della scena.

Il cuore del sistema è LUMO True Image Engine, il motore di elaborazione proprietario che Oppo ha organizzato in tre componenti: Hyper Pixel Engine per la gestione dei dettagli, True Color Engine per la riproduzione cromatica e Natural Tone Engine per il controllo delle tonalità. L’idea alla base della nuova piattaforma è limitare gli effetti di un’elaborazione troppo aggressiva, come la saturazione eccessiva, la nitidezza artificiale e il recupero innaturale delle ombre, preservando i rapporti tra luci e ombre che contribuiscono a restituire l’atmosfera di una scena.
La dotazione hardware cambia a seconda del modello. Find X10 integra un sistema fotografico Dual 200 Mpxl, mentre Find X10 Pro Max adotta una configurazione Triple 200 Mpxl: per la prima volta, secondo l’azienda, uno smartphone utilizza sensori da 200 Mpxl per tutte e tre le fotocamere posteriori, rispettivamente per principale, teleobiettivo e ultrawide – Samsung Isocell HPC da 1/1.3″ con ottica equivalente ad un 24mm F1.5 e Samsung Isocell HP5 da 1/1.56″ con ottica equivalente ad un 70mm F2 e 13mm F2.2.
Il nuovo LUMO Hyper Pixel Engine interviene sulla risoluzione delle fotografie e sulla resa delle texture. La serie Find X10 può acquisire immagini da 26 Mpxl come impostazione predefinita a tutte le lunghezze focali, dall’ultra-grandangolare fino all’ingrandimento 9.9x, senza che sia necessario cambiare modalità o intervenire sulle impostazioni. Rispetto al formato da 12 Mpxl tradizionalmente utilizzato da molti smartphone, la maggiore risoluzione permette di conservare dettagli più fini mantenendo dimensioni dei file adatte all’uso quotidiano.

Quando le condizioni di illuminazione lo consentono, la modalità Hasselblad Hi-Res permette inoltre di scattare a 50 Mpxl su cinque lunghezze focali, dall’ultra-grandangolare al teleobiettivo. Alle focali native supportate dai sensori da 200 Mpxl, invece, il sistema sfrutta la fusione di più fotogrammi per generare immagini alla risoluzione massima. Questa possibilità riguarda la fotocamera principale e il teleobiettivo di entrambi i modelli, oltre all’ultra-grandangolare di Find X10 Pro Max.
L’elaborazione non si limita al numero di pixel. Hyper Pixel Engine punta anche a bilanciare nitidezza e rumore senza accentuare eccessivamente i contorni o creare texture artificiali. Nei ritratti, un trattamento dedicato dovrebbe preservare la naturalezza della pelle, evitando sia l’effetto levigato tipico di alcuni algoritmi di abbellimento sia una definizione troppo marcata.
La seconda componente, LUMO True Color Engine, si basa sulle informazioni raccolte dalla nuova True Color Camera, dotata di rilevamento multispettrale a 24 canali e delle tecnologie DAG e DCG-HDR. Oppo dichiara una gamma dinamica fino a 17 Stop, pensata per affrontare condizioni di illuminazione complesse, dalle sorgenti luminose con temperature di colore differenti alle scene in controluce, fino ai tramonti.

L’obiettivo è fornire al sistema di elaborazione dati cromatici più precisi, migliorando il bilanciamento del bianco e la fedeltà dei colori. Le tonalità della pelle, il cielo e la vegetazione sono tra gli elementi sui quali questa tecnologia incide maggiormente: anziché aumentare la saturazione per rendere l’immagine più appariscente, il sistema mira a riprodurre colori più vicini a quelli della scena originale.
Il terzo elemento è LUMO Natural Tone Engine, che interviene sulla gestione delle tonalità e sul rapporto tra luci, mezzitoni e ombre. La tecnologia riprende la filosofia della Hasselblad Master Mode, introdotta con Find X7 e successivamente perfezionata, utilizzando la sua curva tonale globale come riferimento per la modalità automatica predefinita.
Il sistema combina regolazioni locali controllate e una gestione più uniforme della luminosità, per evitare che le diverse aree dell’inquadratura vengano elaborate in modo indipendente. Nelle scene in controluce, per esempio, il volto dovrebbe rimanere leggibile senza essere schiarito al punto da perdere profondità, mentre le alte luci conservano brillantezza e le ombre mantengono il proprio peso visivo. È un approccio che punta a preservare il contrasto naturale della scena, invece di uniformare l’esposizione per rendere ogni dettaglio ugualmente visibile.
Le novità riguardano anche la registrazione video. Su Find X10 Pro Max tutte e tre le fotocamere posteriori supportano la registrazione in 4K a 120 fps e in 8K a 30 fps. Find X10 offre le stesse possibilità con le sue due fotocamere da 200 Mpxl.
La serie introduce inoltre Open Gate Capture, una funzione che sfrutta l’intera area di acquisizione del sensore per registrare una porzione più ampia della scena. In fase di montaggio è quindi possibile ricavare dallo stesso filmato inquadrature orizzontali, verticali e altri formati, con maggiore libertà per chi produce contenuti destinati a piattaforme differenti.


Per Find X10 Pro Max è previsto anche il Creator Kit sviluppato con Tilta e basato sul sistema Khronos. Il kit comprende un’impugnatura aggiuntiva, un adattatore per filtri da 67mm, un adattatore per il teleconverter Hasselblad e una ventola di raffreddamento attiva. Quest’ultima è progettata per gestire la temperatura dello smartphone durante le sessioni di registrazione prolungate, mentre l’impugnatura e gli adattatori ampliano le possibilità di utilizzo di accessori fotografici e video. L’insieme è pensato per affrontare riprese più lunghe e impegnative, avvicinando la configurazione dello smartphone a quella di un sistema di ripresa dedicato.
Entrambi i modelli utilizzano display OLED con cornici simmetriche particolarmente sottili, ma con dimensioni differenti. Find X10 integra uno schermo da 6.59″, mentre Find X10 Pro Max adotta un pannello da 6.78″. In entrambi i casi la frequenza di aggiornamento LTPO è adattiva e raggiunge i 144 Hz, la luminosità di picco dichiarata arriva a 3600 nit ed è presente il supporto a Dolby Vision. Per l’utilizzo in ambienti poco illuminati, la luminosità può scendere fino a 1 nit ed è disponibile il dimming PWM ad alta frequenza, fino a 3840 Hz, una soluzione pensata per ridurre lo sfarfallio percepibile.
Un’altra caratteristica riguarda la riproduzione cromatica. Grazie a una nuova generazione di materiali OLED emissivi, Find X10 e Find X10 Pro Max sono tra i primi smartphone a supportare lo spazio colore BT.2020, più ampio rispetto al DCI-P3 e utilizzato anche nella produzione cinematografica professionale. Il produttore indica una copertura dello spazio colore più ampia di circa il 40% rispetto al DCI-P3. Nei contenuti HDR questo dovrebbe consentire di riprodurre una gamma cromatica più estesa, soprattutto nelle scene con colori saturi e luminosi, come fuochi d’artificio e paesaggi naturali.
La nuova serie integra ColorOS 17, che introduce il Living Flow Design e diverse funzioni di intelligenza artificiale. AI Mind Pilot con Agent Mode permette di lavorare direttamente con file e fotografie archiviati sullo smartphone, cercare informazioni e coordinare più passaggi per portare a termine attività complesse, dall’organizzazione dei documenti alla pianificazione dei viaggi, fino alla creazione di presentazioni e pagine web. La funzione nasce dalla collaborazione tra Oppo e Manus e combina le capacità agentiche di quest’ultima con l’integrazione a livello di sistema di ColorOS 17.

Per la fotografia arriva anche AI Photo Agent, pensato per semplificare le operazioni di fotoritocco. La funzione analizza l’immagine e suggerisce regolazioni in base alla scena e al soggetto, consentendo di applicare modifiche mirate attraverso istruzioni in linguaggio naturale. È inoltre disponibile Style Match, che analizza palette cromatica, tonalità e atmosfera di una fotografia di riferimento per applicare uno stile simile all’immagine dell’utente.
L’obiettivo dichiarato è rendere più accessibili le regolazioni avanzate senza compromettere la naturalezza della scena originale, in linea con la filosofia alla base del nuovo sistema LUMO.
Sul piano estetico, Oppo riprende il linguaggio minimalista della gamma Find X Series con il nuovo Borderless Design, caratterizzato da un vetro scolpito in un unico pezzo che si raccorda al modulo fotografico, attenuandone visivamente la sporgenza. Find X10 sarà disponibile nelle colorazioni Glacier Blue e Mist Grey, mentre Find X10 Pro Max arriverà nelle varianti Titanium Grey e Luna White. Quest’ultima richiama le fotocamere tradizionali con una finitura metallica argento opaco per il modulo fotografico, dettagli zigrinati e un anello arancione opaco ispirato a Hasselblad.
Le prestazioni sono affidate a piattaforme MediaTek di fascia alta: Dimensity 9600M per Find X10 e Dimensity 9600 Pro con processo produttivo a 2nm per Find X10 Pro Max. Entrambi integrano una batteria al silicio-carbonio da 7150mAh, per la quale Oppo dichiara fino a due giorni di utilizzo tipico e una capacità residua superiore all’80% dopo cinque anni di utilizzo standard.
Oppo Find X10 e Find X10 Pro Max saranno disponibili da oggi, 21 ottobre, su Oppo Store Italia. Find X10 Pro Max sarà proposto nelle colorazioni Titanium Grey e Luna White al prezzo consigliato di 1799 euro. Find X10 arriverà invece nelle colorazioni Glacier White e Mist Grey, con due configurazioni di memoria: 256GB a 1399 euro e 512GB a 1599 euro.