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Fotografia.it

Elliott Erwitt: l’umorismo nella vita quotidiana

Questa foto fa parte del lavoro di Erwitt dedicato ai cani; per lui i cani erano soggetti perfetti perché non sono vanitosi davanti all’obiettivo:

Paolo Namias | 19 Settembre 2026
Elliott Erwitt, FRANCE, Paris, 1989; 50x60cm © Elliott Erwitt
Elliott Erwitt, FRANCE, Paris, 1989 © Elliott Erwitt

GUIDA ALL’IMMAGINE

Questa foto scattata a Parigi nel 1989 e conosciuta come “Dog Jumping” o “Paris, 1989”, è un perfetto esempio del genio di Elliott Erwitt nel cogliere l’assurdo e l’umorismo nella vita quotidiana: l’immagine è un capolavoro di osservazione, ironia e tempismo che condensa l’essenza del suo lavoro: un’istantanea che cattura la commedia umana in un fotogramma perfetto.
L’inquadratura è insolita: Elliott non ha puntato l’obiettivo sul viso delle persone, ma dal basso verso l’alto, inquadrando le gambe di un passante e il suo cane.

L’approccio di Erwitt al reportage era giocoso e non convenzionale: è noto che per ottenere reazioni dai cani, come un salto improvviso o un’espressione di sorpresa, a volte si metteva lui stesso ad abbaiare.
Il piccolo Jack Russell Terrier è colto in un momento di pura energia: è sospeso a quasi mezzo metro da terra, con le zampe anteriori ritratte e le zampe posteriori distese in un salto che sembra sfidare la gravità.
Il guinzaglio collega il collare alla mano della persona in trench e la prospettiva dal basso esalta l’altezza del salto. Lo sfondo sfocato è caratterizzato da un bokeh che isola il soggetto principale.

Lo stile di Elliott Erwitt

> L’umorismo dei contrasti
La forza di questa immagine risiede nell’ironia visiva; il trench, simbolo di formalità e del grigiore urbano è accostato a un’azione che è l’esatto opposto: lo scatto giocoso del cane. È il confronto tra il mondo regolamentato degli uomini e l’innocenza del cane.
> L’attimo fuggente
Questa non è una posa, Elliott Erwitt aveva un tempismo leggendario: qui ha scattato proprio nel momento in cui il cane spicca il balzo.
> L’inquadratura originale
Escludendo i volti, Elliott Erwitt trasforma la foto in una narrazione fuori del tempo; non importa chi sia la persona, ma cosa rappresenta.

Questa foto fa parte del celebre corpo di lavoro di Erwitt dedicato ai cani (raccolto in libri come “Son of Bitch” e “To the Dogs”); per lui i cani erano soggetti perfetti perché non sono vanitosi davanti all’obiettivo: riflettono la personalità dei loro proprietari o, come in questo caso, creano un contrappunto comico.

Elliott Erwitt, U.S.A., New York City; autoritratto, 1999; 30x40cm © Elliott Erwitt
Elliott Erwitt, U.S.A., New York City; autoritratto, 1999 © Elliott Erwitt

La vita di Elliott Erwitt
Nacque a Parigi da una famiglia di emigrati russi, nel 1928. Passò i suoi primi anni in Italia, a Milano. A 10 anni, si trasferì in Francia con la sua famiglia e da qui negli Stati Uniti, nel 1939, prima a New York e, due anni dopo, a Los Angeles. Durante i suoi studi alla Hollywood High School, Erwitt lavorò in un laboratorio di fotografia che sviluppava stampe “firmate” per i fan delle star di Hollywood. La grande opportunità gli venne offerta dall’incontro, durante le sue incursioni newyorchesi a caccia di lavoro, con personalità come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker, che amavano le sue fotografie al punto da diventare i suoi mentori. Nel 1949 tornò in Europa, viaggiando e immortalando realtà e volti in Italia e Francia. Questi anni segnarono l’inizio della sua carriera di fotografo professionista. Chiamato dall’esercito americano nel 1951, continuò a lavorare per varie pubblicazioni e, contemporaneamente, anche per l’esercito stesso, mentre soggiornava in New Jersey, Germania e Francia. Nel 1953, congedato dall’esercito, Elliott Erwitt venne invitato da Robert Capa, socio fondatore, a unirsi all’agenzia Magnum Photos in qualità di membro fino a diventarne presidente nel 1968 per tre mandati. Oggi Erwitt è riconosciuto come uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi.
Il fotografo si è spento nella sua casa di New York a 95 anni, il 29 novembre 2023.

La mostra Elliott Erwitt: Icons
Il JMUSEO a Jesolo, polo espositivo e culturale di quattro piani, non è solo un museo tradizionale, ma è un luogo di incontro, di eventi e mostre.
L’esposizione, prodotta e promossa dal Comune di Jesolo, dal JMuseo di Jesolo, in collaborazione con Orion57 e Bridgeconsultingpro, è curata da Biba Giacchetti con la collaborazione di Gabriele Accornero e Valentina Bruno, presenta una selezione di 80 celebri immagini
 “Elliott Erwitt – commenta Biba Giacchetti, co-curatrice della mostra – non è stato solo un fotografo, ma un narratore visivo senza eguali, capace di trasformare l’istante in storia, il quotidiano in arte, l’ironia in poesia. Le sue immagini evocano in chi le osserva emozioni che si muovono su registri diversi, dalla commozione al sorriso, fino al divertimento più spontaneo. Scomparso nel novembre del 2023 all’età di 95 anni, ci ha lasciato un’eredità immensa: un archivio di fotografie che attraversano epoche, culture e sentimenti con un linguaggio universale, invitandoci a guardare il mondo con più indulgenza e meraviglia, mettendosi sempre al nostro fianco in quella leggerezza profonda che lui stesso definiva “The Art of Observation””.

Nel percorso espositivo s’incontrano alcuni dei ritratti a famose personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, della politica, da Ernesto Che Guevara a Jack Kerouac, da Marlene Dietrich a Fidel Castro, da Sophia Loren ad Arnold Schwarzenegger. A questi, si aggiunge il celeberrimo scatto a Marilyn Monroe con la gonna del vestito bianco che si solleva, realizzata sul set del film Quando la moglie è in vacanza, diretto da Billy Wilder, e altre fotografie che documentano alcuni degli avvenimenti storici più famosi del Novecento, come il funerale di John Fitzgerald Kennedy, o il diverbio tra Nixon e Krusciov, nel quale il presidente americano punta un dito accusatore verso il petto dell’omologo russo.
Accompagna la rassegna un catalogo edito da Orion57 / Elliott Erwitt Studio.

La mostra Elliott Erwitt: Icons
Jesolo (VE), JMUSEO (via Aldo Policek 7)
Finon al 18 ottobre
Orari: tutti i giorni dalle 10.30 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00)
www.jmuseo.it

L’intero articolo è pubblicato su Tutti Fotografi ottobre

Paolo Namias
Direttore editoriale delle pubblicazioni di Rodolfo Namias Editore
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