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vivo X80 Pro

vivo X80 Pro, nuova vita al colore

vivo passa da X60 Pro a X80 Pro: tutto quello che mi aveva stupito del modello dello scorso anno si ripete su questo, con migliorie pazzesche nella gestione del colore e nella modalità ritratto. Merito di Zeiss? Sicuramente, ma non solo: anche di un’azienda che ha saputo migliorarsi creando qualcosa di “diverso”.

Francesco Carlini | 2 Settembre 2022

Ho avuto in prova per, posso dirlo, tanto tempo questo X80 Pro, ultimo flagship vivo. Mi è stato consegnato tra le mani a giugno, allo Zeiss Grossplanetarium. In quell’occasione è stato presentato ufficialmente anche il progetto di coingegnerizzazione tra vivo e Zeiss, una collaborazione molto più marcata rispetto al passato e che si nota in tantissimi aspetti: dalla gestione del colore alle modalità bokeh. Ma anche a livello software la partita si fa interessante, soprattutto per le opzioni di editing a bordo di questo modello.

vivo è diventata grande. A dire il vero aveva già fatto vedere tantissimo con X60 Pro, ma con questo modello mette un po’ la ciliegina sulla torta. Non è un semplice upgrade, è uno smartphone maturo e pronto per scontrarsi con la concorrenza ad armi pari per risoluzione, qualità del file, modalità. Proprio come su Oppo Find X5 Pro, anche qui l’impegno principale è stato fatto sulla gestione del colore che vuole essere naturale e non troppo “artefatto”. Possiamo dire quindi, e non credo di sbagliarmi, che sarà questo il terreno di sfida del prossimo futuro: la color correction. Ma X80 Pro è stato coingegnerizzato con Zeiss che, rispetto ad altre aziende fotografiche che abbracciano le partnership mobile, è sicuramente stata più incisiva e certosina nel cesellare alcune funzionalità. Per non parlare dei test di laboratorio a cui è sottoposto il prodotto di cui ho discusso neanche troppo tempo fa con Oliver Schindelbeck – Senior Smartphone Technology Manager, Mobile Imaging, Zeiss Consumer Product.

Questa attenzione meticolosa solitamente era dedicata alle ottiche per il segmento fotografico, oggetti che l’azienda tedesca non produce da ormai molto tempo. Il futuro di Zeiss sarà sempre più legato agli smartphone? Probabilmente sì, con buona pace degli amanti dei Milvus, degli Otus e di tutti gli obiettivi pregevoli assemblati fino ad ora. Ma chissà, mai dire mai.

Perché penso ciò? Perché tutti gli effort che Zeiss utilizza(va) per testare le ottiche Full Frame ora sono appannaggio degli smartphone vivo. Le lenti interne sono studiate a software mediante delle copie digitali (le Digital Twin), la calibrazione è fatta proprio come avviene solitamente per un classico test MTF cioè con un collimatore, solo che è “digitale”: il fascio di luce che solitamente attraversa la struttura interna di un obiettivo è qui replicato a software ma il risultato è lo stesso. E poi la color science è studiata per regalare un colore naturale, lo sfocato è realizzato basandosi sulle risultanze delle ottiche Biotar, Sonnar, Planar e Distagon. Per chi volesse approfondire, e lo consiglio caldamente, trovate tutti i dettagli nell’articolo qui sotto.

Torniamo a noi. Due mesi abbondanti con questo device..un tempo oltremodo sufficiente per testarlo al meglio. In breve?

  • Pro: un comparto fotocamera migliore rispetto ad X60 Pro soprattutto in modalità Ritratto con una suite di editing davvero completa per uno smartphone (finalmente), più solido e resistente, meglio rifinito, con un processore velocissimo e un lettore di impronte digitali rivoluzionario.
  • Contro: leggermente scomodo per un utilizzo con una sola mano e (situazione limite) con una tendenza al surriscaldamento se utilizzato con l’hotspot attivo quando collegato al cavo di ricarica.

In sostanza, un vero flagship in grado di competere con la concorrenza. Vediamo come.

vivo X80 Pro: hardware e display

Un high end lo riconosci dalle dimensioni. X80 Pro è un “tutto schermo” che misura 164.5 x 75.3 x 9.1mm con un rapporto display/bordi del 92.2%; il pannello è un E5 Amoled QHD+ in formato 20:9 da 6.78″ e risoluzione 1440 x 3200 pixel, tecnologia LTPO di terza generazione con refresh rate variabile fino a 120 Hz, 517 ppi e 1500 nits di luminosità. Si va a curvare dolcemente ai lati, come quasi tutti gli smartphone di oggi ad eccezione di Sony Xperia. Lo spessore è importante. Con i suoi 9.1mm non è certo il telefono più sottile in circolazione, così come i suoi 219 grammi non lo rendono il più leggero. Però questa conformazione lo fa risultare molto solido.

Qui però occorre aprire una parentesi doverosa. Se è vero che la scocca posteriore, un mix di ceramica e vetro Fluorite AG (soprattutto per l’alloggiamento fotocamera) sembra resistentissima, non si può forse dire lo stesso per il vetro anteriore. vivo non ha comunicato specifiche particolari non nominando mai Gorilla Glass per cui sono portato a credere che non lo sia. Strano per un fagship di queste dimensioni. Per di più molto rischioso; all’interno della confezione si potrà trovare una cover rigida, pregevole nelle forme perché una volta montata “è come non averla”, ma una vera e propria trappola per i bordi curvi di questo telefono: nel caso cada di spigolo potrebbe facilitare le crepe.

Sotto il display uno scanner per le impronte digitali ad ultrasuoni. Unico nel suo genere è in grado di mappare le impronte utilizzando le onde sonore, proprio come avviene con l’ecolocalizzazione. Grande circa quattro volte in più rispetto a quelli più classici, occupa uno spazio di circa 20 x 30mm. Il pregio è che non obbliga a ripetute pressioni per registrare l’impronta e non richiede alcuna coordinazione quando si desidera sbloccare lo schermo. Completamente configurabile in dimensioni ed animazioni, permette anche di settare delle impostazioni rapide: riducendo l’area sensibile, si potranno quindi scegliere delle app preferite e aprire solo quelle anziché sbloccare interamente il device. E poi la chicca: si potranno registrare impronte di persone differenti. Ok, “ma si può fare anche con gli altri device”. Vero, ma qui le impronte possono essere utilizzate contemporaneamente per accedere ad aree sensibili dello smartphone. E per provare l’ebbrezza di un PAL (Permissive Action Link).

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Interfaccia di modifica per lo scanner ad ultrasuoni

All’interno due processori. Il primo un Qualcomm Snapdragon 8 Gen 1 (il 20% di potenza in più per la CPU e il 30% per la GPU) con 12 GB di Ram e 256 GB di memoria interna; per contenerne i problemi di surriscaldamento vivo ha inserito un sistema di raffreddamento a camera di vapore che ne mantiene alte le prestazioni. Il secondo è il nuovo chip ISP V1 progettato in casa e demandato all’analisi e all’elaborazione delle immagini.

Esternamente i tasti si trovano tutti sulla destra: bilancere del volume e pulsante di accensione/spegnimento programmabile anche con “Hey Google”; in basso il connettore USB-C e lo speaker audio. Sul retro campeggia il grande blocco fotocamera in vetro Fluorite AG e ceramica, una finitura davvero molto pregiata e sobria quanto basta. Nonostante in Asia sia distribuito anche in altre colorazioni, in Italia l’unica disponibile è Cosmic Black..per fortuna aggiungo, ma lo sapete che io sono per le cose “monotone”. La scocca ha una certificazione IP68, quindi potrete bagnarlo senza problemi.

vivo X80 Pro: fotocamera

Il retro della scocca è per un terzo occupato dal modulo fotocamera che guadagna un modulo in più rispetto ad X60 Pro. Il sensore Sony IMX598 da 1/2″ (con pixel da 0.8 µm) e risoluzione da 48 Mpxl che sul modello precedente era quello principale ora è dietro l’obiettivo ultragrandangolare, con angolo di campo di 114° equivalente ad un 16mm e apertura F2.2. Il principale è un Samsung Isocell GNV da 1/1.3″ (con pixel da 1.2 µm) e risoluzione da 50 Mpxl ed è abbinato ad un obiettivo grandangolare equivalente ad un 26mm con apertura F1.57 composto da ben 7 microlenti, la prima delle quali in vetro con rivestimento T*. Il sensore, ora non più Samsung ma Sony IMX663, con risoluzione da 12 Mpxl e obiettivo equivalente ad un 50mm passa da F2.2 a F1.85 ed entra in gioco in modalità Ritratto e zoom 2x. Queste tre focali sono tutte all’interno del “grande cerchio” principale mentre rimane fuori, piccolo e più in basso, l’ultimo sensore da 8 Mpxl con focale zoom 5x F3.4 e tecnologia a periscopio.

L’interfaccia ricalca in parte quella vista su X60 Pro e presente sulla maggior parte degli smartphone, con le classificazioni più comuni visibili subito nello slider in basso: Notte, Ritratto, Foto, Video, Pro e Altro. La più interessante è sicuramente Ritratto perché sblocca subito la prima nota positiva della collaborazione con Zeiss: oltre all’effetto Biotar che si poteva trovare anche sul modello precedente sono stati aggiunti Sonnar, Planar e Distagon. Ovviamente sono digitali, basati sulle risultanze dei veri obiettivi Zeiss per fotocamere Full Frame, e vanno scelti prima di scattare: in post si potrà regolare l’effetto dello sfocato, da F0.95 a F16. Il primo offre il classico bokeh a vortice, il secondo un classico stile analogico, il terzo è più cirolare e l’ultimo molto pastoso. Sono tutti davvero molto simili agli “originali”! La seconda novità è che la modalità Ritratto si potrà usare con soddisfazione anche di notte con vantaggi come la riduzione del ghosting, delle scie luminose e della maggior parte dei riflessi. Insomma, vivo si è giocata tutto o quasi in questo frangente e mi sembra di poter dire senza problemi che la sfida l’ha vinta. X80 Pro è uno dei migliori smartphone per fotografare le persone ad ora in circolazione, se non proprio il migliore.

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Interfaccia fotocamera

Nell’interfaccia fotocamera, nella tendina in alto, impossibile non notare una nuova voce chiamata Zeiss Natural Color. L’azienda tedesca, forte dei suoi studi e della sua esperienza in materia, ha dotato questo device di una modalità colore molto naturale, il più simile possibile a ciò che percepisce l’occhio umano. Cromie che però alcuni considereranno un po’ “slavate” e il perché è da ricercare nella memoria colore. Il cervello infatti, proprio a causa dei display degli smartphone, si è abituato a percepire come corretti colori molto saturi e contrasti troppo marcati; Zeiss punta quindi a “ricalibrare” questa memoria.

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vivo X80 Pro

Sempre efficiente la modalità Pro che aiuta il fotografo inesperto che vuole approcciarsi agli scatti manuali: proprio come su X60 Pro la selezione dei parametri come ISO e tempi si illuminerà di rosso quando l’esposizione è sbagliata. Un’ottima soluzione per accorgersi di sovra e sottoesposizione. Nuova aggiunta, utilissima in caso siate dei patiti della fotografia di architettura, la correzione automatica delle geometrie. Quando si fotografa dal basso un soggetto che si sviluppa in verticale, questa la condizione più comune, c’è sempre il problema della prospettiva e delle “linee” che obbligano necessariamente ad una correzione in postproduzione. Con X80 Pro questo passaggio non servirà più. Basterà seguire le linee che il software fa comparire a display e centrare il soggetto: in galleria verrà poi salvata automaticamente l’immagine dritta.

Rimangono anche altre opzioni interessanti come Super Luna o Scatto in movimento, una simulazione digitale di panning che però funziona solo con soggetti umani e non anche con automobili o moto.

vivo X80 Pro: Lab test

Il paragone è sempre con X60 Pro: Snapdragon 870 è sicuramente un ottimo chip ma il nuovo 8.1 risulta più potente in elaborazione dei processi. La fotocamera principale con sensore da 50 Mpxl e ottica wide è sicuramente quella che ne esce vincitrice, ma un grande passo da gigante è stato fatto sull’ottica ultrawide grazie anche ad un sensore da 48 Mpxl. Bene anche la fotocamera 2x con sensore da 12 Mpxl, peggio invece quella da 8 Mpxl con zoom a periscopio.

Il sensore principale è un Samsung Isocell GNV da 1/1.3″ (con pixel da 1.2 µm) e risoluzione da 50 Mpxl, abbinato ad un obiettivo grandangolare equivalente ad un 26mm con apertura F1.57. Grazie alla sua composizione con ben 7 microlenti, la prima delle quali in vetro con rivestimento T*, rasenta quasi la perfezione in termini di rapporto del segnale risoluzione/rumore. Entrambi sono infatti incredibilmente costanti, senza mai un calo. Scattare a 100 ISO e a 3200 ISO è praticamente la stessa cosa e non si deve rinunciare ad alcuna linea per millimetro in termini di qualità del file.

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vivo X80 Pro – Sensore principale da 50 Mpxl e obiettivo 26mm con apertura F1.57

Secondo “grande” sensore è il Sony IMX598 da 1/2″ (con pixel da 0.8 µm) e risoluzione da 48 Mpxl con obiettivo ultragrandangolare equivalente ad un 16mm con apertura F2.2. Nonostante il rumore sia abbastanza elevato non è mai percepito nell’immagine se non al massimo valore ISO 3200. In termini di qualità non siamo di fronte al migliore ultrawide in circolazione ma rispetto ai valori molto negativi trovati su X60 Pro sono stati fatti passi da gigante.

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vivo X80 Pro – Sensore da 48 Mpxl e obiettivo 16mm con apertura F2.2

Sony firma anche il sensore da ritratto, un IMX663 con risoluzione da 12 Mpxl e obiettivo equivalente ad un 50mm con apertura F1.85. Il cambio di produttore porta un incremento verso l’alto di entrambi i valori di risoluzione e rumore, peraltro sempre molto costanti. Un bene dato che in questa modalità un po’ di “grana” è sempre ben accetta; si potrà scattare fino al valore massimo di ISO 3200 senza problemi, per cui ideale anche di notte. Da ricordare che questo è anche il primo step (2x) per la fotocamera con obiettivo zoom a periscopio.

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vivo X80 Pro – Sensore da 12 Mpxl e obiettivo 50mm con apertura F1.85

Ultimo, anche in termini di qualità, il piccolo sensore da 8 Mpxl adibito alla focale zoom 5x F3.4. Assieme al sensore precedente formano una struttura a periscopio: la risoluzione è molto bassa, il rumore non è eccessivo ma si fa percepibile già a ISO 1600. Sicuramente la focale più penalizzata delle quattro.

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vivo X80 Pro – Sensore da 12 Mpxl e obiettivo zoom 5x F3.4

Piccola parentesi. Solitamente le focali a periscopio sono “visivamente” in linea sulla scocca mentre qui la struttura sembra decentrata. Probabilmente è stato utilizzato un accorgimento interno che mi sfugge.

vivo X80 Pro: sul campo

Più di 700 foto, questo il bilancio di due mesi con un nuovo smartphone. Una marea di scatti per capire come in realtà si comporta in quasi ogni condizione, di giorno e di notte. Ma sopratto in modalità Ritratto: è lì che effettivamente vivo X80 Pro dà il meglio di sé. Essendo una delle modalità più utilizzate ogni azienda cerca di dare un proprio tratto distintivo; in ordine cronologico l’ultimo marchio a stupirmi in tal senso fu proprio Huawei. P30 Pro è sempre la mia bussola, il mio punto di riferimento quando si parla di prestazioni della fotocamera: quel modello, seppur datato, rimane ancora uno dei migliori sul mercato. In questo device però Zeiss ci mette lo zampino più di Leica, potendo contare non solo sulla precisione dello scontorno del soggetto ma anche su tutta una serie di effetti bokeh molto simili a quelli “originali”. Al Biotar, presente anche su X60 Pro, si sono affiancati anche Sonnar, Planar e Distagon, ognuno con la sua particolarità. Sono tutti estremamente fedeli alle ottiche da cui derivano anche se sono solo “filtri digitali” e non vere risultanze delle microlenti dello smartphone. F0.95 è il parametro di apertura limite, un valore che sconsiglio a meno che il soggetto non sia molto piccolo; il meglio del risultato lo si ottiene da F1.4 ad F4, un piacevole sfocato omogeneo.

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Dati di scatto: 1/250s – F2 – ISO 50 – Effetto Biotar

Gli effetti, siano essi a vortice o circolari, sono sempre estremamente precisi. Stesso discorso per lo scontorno del soggetto che da sempre è l’azione più difficile per un software di riconoscimento automatico. Il tutto anche con scatti “difficili”, dove i soggetti si muovono velocemente.

Tra l’altro una menzione d’onore, come prima ho anticipato, all’editor integrato capace di non rovinare le immagini. Le regolazioni sono molto fini, i toni non sono mai eccessivi a meno che non si ricerchino scientemente e la gestione di luci e ombre è precisa. Inoltre si può intervenire sul viso, non solo con effetti sulla pelle ma anche sulla forma, senza mai eccedere. I filtri applicabili in post sono davvero tanti, dalle simulazioni pellicola vintage al bianco e nero; a dire il vero non sono un loro grande fan ma è meglio averli che non averli. Oltre alle classiche regolazioni di contrasto, luminosità ed esposizione si possono anche eliminare elementi di disturbo con la modalità cancella: è precisa anche sulle texture, non solo sui fondi monocromatici. Funzione altresì notevole è data dagli effetti luce: filtri che simulano la luce finestra, tapparelle oscuranti e neon che possono essere regolati in dimensioni e posizione sull’immagine. Tutto molto completo insomma. E anche creativo.

Un aspetto interessantissimo è poi quello legato alla color correction approntata da Zeiss e che si chiama Zeiss Natural Color. L’intento è pregevole e questi colori leggermente desaturati non sono solo piacevoli ma ricalcano più fedelmente la realtà. Chi però preferisce i contrasti marcati e le cromie più accese in ogni caso avrà un file jpeg molto più lavorabile in post.

L’azione di Natural Color si nota soprattutto in due situazioni: fotografia di paesaggio e natura. Nel primo caso balza subito all’occhio che il blu è meno saturo di tutte quelle sfumature che solitamente regalano gli smartphone. Stesso discorso per il secondo caso dove il verde risulta meno acceso: questo colore è infatti quello più sensibile (anche perché in un RGB i pixel verdi sono due) per cui il processore V1 va a registrare più finemente i due valori rimanenti. Il risultato è sicuramente più “spento” rispetto allo standard ma altrettanto più veritiero.

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Dati di scatto: 1/125s – F1.6 – ISO 10000
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Dati di scatto: 1/50s – F1.9 – ISO 900

Anche in condizioni di scarsa luminosità, per non dire al buio quasi completo, le potenzialità di X80 Pro sono notevoli. Come si nota anche dalle misurazioni la gestione del rumore è ottimale; in manuale si può spingere solo fino ad ISO 3200, ma in Automatico si può scattare senza problemi fino ad ISO 10000.

Come su molti altri device anche in queste situazioni è sempre meglio sottoesporre un po’ altrimenti l’immagine risulterà troppo chiara.

Una conferma tutte le altre modalità. Su questo modello però, grazie anche alla tripla stabilizzazione OIS + Gimbal + EIS anche la modalità Notte e le lunghe esposizioni ne guadagnano permettendo scatti a mano libera fino anche a 8 secondi; l’immagine montata sarà un risultato del montaggio di più scatti ad una cadenza fissa.

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Dati di scatto: 1/160s – F1.6 – ISO 50

La focale zoom 5x è sicuramente quella più penalizzata se si va ad analizzare l’immagine a software, con una caduta di definizione generale. Resta che può essere gestita in maniera non troppo invasiva in editing preservando un risultato molto soddisfacente.

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Dati di scatto: 1/50s – F3.4 – ISO 200

In ogni caso, Zeiss Natural Color si può utilizzare con tutte le focali e l’esempio qui sopra è lampante di come i colori risultino molto più reali di come solitamente vengono riprodotti con altri dispositivi. Sia chiaro, è una funzione che può essere anche disattivata, ma perché farlo?

vivo X80 Pro: conclusioni

Tutto quello che mancava su X60 Pro lo troviamo su X80 Pro: il processore Qualcomm di ultima generazione affiancato al chip V1 per la gestione delle immagini, la ricarica wireless, la certificazione IP, uno scanner biometrico ad ultrasuoni. Ma qui c’è un netto balzo in avanti in termini di fotocamera: una gestione del colore più accurata, una serie di effetti bokeh di alto livello, un editor foto finalmente utilizzabile senza patemi e con la correzione della prospettiva. Il sensore principale è praticamente perfetto per risoluzione e gestione del rumore; anche quello dedicato alla focale da ritratto è migliore del precedente, forse anche merito del cambio di produttore. Soffre un po’ lo zoom, ma secondo me possiamo anche passare sopra a questa piccola sbavatura. X80 Pro è un flagship a tutti gli effetti.


In questa gallery tutte le immagini scattate con vivo X80 Pro


Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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