
Nino Romeo © Enzo Dal Verme
La storica libreria Hoepli chiude e con lei il reparto fotografia, un punto di riferimento molto amato dai fotografi italiani. Ma..un momento: potrebbe accadere un colpo di scena.
C’è una libreria a Milano che si è distinta per le sue proposte selezionate da librai esperti, un posto dove in ogni reparto è possibile trovare anche opere di piccolissime case editrici o addirittura autoprodotte. In pratica, un luogo dove si scoprono anche libri che non si trovano altrove e si può contare sui consigli di personale esperto, attento, appassionato del proprio lavoro.
Il reparto fotografia è gestito da un fotografo, in Hoepli da ben 26 anni. Lo avevo intervistato, l’articolo si chiamava “Perché dovresti conoscere Nino Romeo” e, se non l’hai ancora letto, ti consiglio di farlo ora perché la sua storia merita di essere conosciuta.
Ora la libreria sta chiudendo. C’è ancora una debole, debolissima speranza che possa essere salvata dall’offerta della libreria Centofiori, ma le probabilità sembrano davvero poche e sembra che il 25 maggio la storica libreria milanese chiuderà i battenti per sempre.
Ho voluto incontrare di nuovo Nino Romeo e chiedergli, prima di tutto, che cosa sta succedendo:
“Hoepli chiude essenzialmente per un dissidio interno ai rami della famiglia. Si tratta di un danno enorme per i 70 lavoratori che saranno mesi in cassa integrazione e una perdita per la città di Milano. La libreria è un punto di richiamo importante per il centro cittadino. In questi ultimi giorni di apertura stiamo ricevendo molte visite di clienti affezionati che portano la propria solidarietà e ci chiedono cosa faremo, se potranno seguirci altrove.”
E voi cosa rispondete?
“Ogni dipendente ha una situazione a sé stante e la chiusura imminente apre delle prospettive diverse. Io ho qualche piano, ma non so ancora cosa si concretizzerà. Dubito di andare a curare il reparto fotografia in un’altra libreria o di aprire una libreria mia, di sicuro continuerò le mie ricerche e continuerò a dare consigli sul mondo della fotografia editoriale e aiuti agli autori che si autopubblicano”
Mentre parliamo, passa a trovarlo il fotografo Giancarmine Arena che ha autoprodotto un libro su Capri in vendita online. Il libro si poteva sfogliare nel reparto fotografia della libreria Hoepli e Nino aveva anche esposto e messo in vendita una foto incorniciata.
Qui, piccole case editrice o autori indipendenti avevano lo spazio per farsi conoscere, ora dove potremo trovare questo assortimento?
“Ci sono librerie specializzate in libri fotografici”, risponde Nino, “e hanno delle ottime proposte. Ma, che io sappia, nessuna offre la varietà di libri che si poteva trovare qui. E non parlo solo del reparto fotografia, ma di tutti i reparti. Merito anche di chi ci ha preceduto e ha creduto nella ricerca di tutto ciò che è nuovo e innovativo, come il primo reparto di informatica creato dai librai Hoepli che avevano capito l’importanza dell’argomento. Un lavoro costruito in decenni, si sta perdendo in pochi attimi. Chi vorrà trovare i libri che prima selezionavamo noi, dovrà andare a visitare le fiere e aggiornarsi su internet.”


Ma… chi vuole rimanere in contatto con Nino e continuare a beneficiare dei suoi consigli, come può fare?
“Per il momento, l’unica cosa che mi sento di consigliare è di seguire su Facebook le mie pagine Camera Sud Milano e Abnormal Edizioni. Se ci saranno delle novità, verranno annunciate lì e, comunque, continuerò a segnalare notizie di cultura fotografica.”
Abnormal Edizioni è la casa editrice informale che ha pubblicato un libro di Nino -Droit au but – e uno del fotografo Claudio Manenti. Producono anche delle fanzine gratuite a cui danno la massima diffusione. Le fanzine e photozine stanno vivendo un vero e proprio rinascimento come strumento editoriale che permette ai creativi di esprimersi senza entrare nei meccanismi dell’editoria tradizionale.
La prima fanzine di Abnormal Edizioni è stata publicata tre anni fa ed era stampata in A3 a colori e affissa per la città, solo in esterno. Si chiamava Flesh. C’è stata anche un’altra fanzine distribuita per affissione: Panna Acida.
Poi è arrivata PerpleCity (da Perplessità + City), fotocopiata per tornare alla natura autoprodotta delle prime zine. Sulle sue pagine non si trova ricerca autoriale, ma immediatezza, temi che gli autori sentono la necessità di comunicare. Pubblica le fotografie scattate a Milano per fare conoscere delle realtà meno note. Per esempio, due numeri sono stati dedicati ai cittadini che dal 16 giugno 2025, quasi ogni giorno, manifestano silenziosamente per la Palestina in piazza Duomo. Sulla fanzine ci sono le loro testimonianze e le loro foto, incluse quelle raccolte nella giornata dedicata ai giornalisti e fotografi palestinesi uccisi durante l’occupazione israeliana. L’ultimo numero ha 16 pagine ed è anche disponibile in versione scaricabile.
Prima di salutare Nino, gli chiedo se pensa che la proposta della libreria Centofiori abbia delle possibilità di essere accettata.
“Sembra difficile”, mi risponde stringendosi nelle spalle, “sono state fatte tante ipotesi, c’è anche l’idea di una iniziativa in collaborazione con la biblioteca Sormani che vogliono chiudere, ma nessuno ha la sfera di cristallo. Il fatto che una libreria così importante non abbia più la possibilità di continuare a essere un punto di riferimento è grave anche perché sembra che Milano voglia il suo centro solo dedicato ai turisti. E un centro che si affida unicamente al turismo è un centro molto debole. In queste ultime settimane, per esempio, si risente della crisi dello stretto di Hormuz. C’è meno gente in giro, stanno addirittura smontando dei dehors. Librerie come questa hanno cambiato la città, offerto un servizio culturale importante e la possibilità a tanti milanesi di trovare delle letture straordinarie che riflettono il cambiamento della società. Chiudendo la Hoepli, si perde molto di più di un negozio di libri.”