X
Entra
Accedi
Ho dimenticato la password
X
Se il tuo indirizzo è presente nel nostro database riceverai una mail con le istruzioni per recuperare la tua password

Chiudi
Reset password
Inserisci il tuo indirizzo email nella casella sottostante e ti invieremo la procedura per resettare la password
Invia
X
Grazie per esserti registrato!

Accedi ora
Registrati
Registrati
Ho dimenticato la password
Fotografia.it

L’esperto Risponde. L’evoluzione tecnica si è fermata?

Abbiamo raggiunto l’apice dell’evoluzione tecnica?

Redazione fotografia.it | 14 Agosto 2026
esperto-risponde-fotocamere

Guardando test e recensioni varie, ho l’impressione che da qualche tempo non vi sia più una vera evoluzione per quanto riguarda i sensori e la qualità dell’immagine digitale. Le risoluzioni sembrano ormai abbastanza stabilizzate, con incrementi lenti e marginali, mentre la qualità del rumore non migliora più. Anche come gamma dinamica, l’unica che vanta miglioramenti sembra essere Sony. È giusta la mia impressione? Abbiamo raggiunto l’apice dell’evoluzione tecnica? Possiamo aspettarci novità dagli annunciati futuri sensori Leica?
Simone

La sua impressione è sostanzialmente corretta, ma va meglio circostanziata. È vero che la corsa ai megapixel si è trasformata in una marcia piuttosto lenta. Lo vediamo dalla serie A7R di Sony, che dopo ben sette anni dall’uscita del sensore da 61 megapixel (A7R IV) è salita a 67 megapixel (A7R VI), con un incremento marginale che smentisce i rumors che la davano a 80 megapixel.
Questo deriva da una combinazione di tre fattori:

1) innovazione hardware stagnante
2) priorità al video
3) confidare nel software con AI.

Così non si sono più viste innovazioni hardware tali da poter fare una vera differenza per il rumore, come fu ad esempio con i sensori Sony Exmor, che anticiparono la conversione analogico-digitale (A/D), prima che il segnale venisse sporcato da altre fonti di disturbo, oppure con i Sony Exmor R e i loro pixel retroilluminati.

Oggi l’evoluzione tecnica dei sensori e dei processori è pilotata dalle esigenze del video, per cui l’attuale stato dell’arte punta all’8K (che richiede risoluzioni intorno ai 42 megapixel), ma soprattutto una sempre maggiore velocità di acquisizione per dare immagini fluide.
Quindi, a livello fotografico, non cresce la risoluzione, ma la velocità di raffica, con i sensori Stacked e Semi-stacked. Questo produce purtroppo calore e peggiora il rumore.

Anche per questo si fa sempre maggiore affidamento sul software e sull’intelligenza artificiale per distinguere il rumore dal dettaglio reale. Questo però non significa che i sensori siano tutti uguali: Fuji punta alla gamma dinamica nelle luci, anche se ciò può andare a scapito del rumore, Sony fa sensori dedicati e ottimizzati per i diversi impieghi, Canon lavora molto in funzione dell’autofocus, con i suoi pixel sdoppiati.

E intanto, con una mossa a sorpresa, Leica annuncia la collaborazione con i cinesi di Gpixel, che però sono imparentati con i belgi di CMOSIS, che vengono dall’olandese Philips attraverso vari nomi e assetti societari. In passato, Leica ha tentato più volte la strada del sensore “proprietario”, cioè fatto da altri ma in base a specifiche proprie. Questo però le ha sempre portato più problemi che vantaggi, sia in termini di qualità dell’immagine, che di affidabilità nel tempo. Da quando anche Leica si è allineata su Sony la qualità è elevata e non ho più saputo di problemi tecnici sui sensori in quel di Wetzlar. Può darsi però che Herr Kaufmann ci abbia pensato bene prima di fare una mossa simile e consideri che i cinesi fanno sul serio anche in questo campo. Sono molto curioso di vedere gli sviluppi di questa collaborazione.

Redazione fotografia.it
  • Cerca

  •  

  • Ultime News