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Fujifilm X100VI

Fujifilm X100VI: la streetphotography, come dovrebbe essere

Fujifilm X100VI è il nuovo gioiellino compatto dalle alte prestazioni che incarna la filosofia della streetphotography: agile, compatta, discreta, con la classica focale 35mm. Un modo diverso di percepire la strada e le sue mille sfaccettature.

Francesco Carlini | 20 Febbraio 2024

A quattro anni di distanza da quella X100V che ha letteralmente mandato in tilt mercato e produzione aziendale, Fujifilm spinge sull’acceleratore e ne presenta l’erede. X100VI è una macchina letteralmente esagerata, pensata per chi fa della strada la sua vocazione e ama il reportage “alla vecchia maniera”.

Chiamarla “punta e scatta” potrebbe sembrare quasi riduttivo ma in realtà non è così. X100VI è proprio questo, una compatta ad ottica fissa rapida e comoda, nonostante le caratteristiche un po’ “ingombranti” da ammiraglia. Ripropone il dualismo storico tra la linea X100 e la linea X-T: come X100V si specchiava in X-T3, questo modello fa da contraltare ad X-T5. Come vuole la filosofia dell’azienda, anche Fujifilm X-T5 è una macchina pensata per la streetphotography e se ben ricordate è proprio così che l’ho utilizzata quando mi è stata data da provare lo scorso anno, definendola “Una macchina che va sentita, non solo usata”. D’altronde è stato un po’ un ritorno alle origini dopo l’eccessiva palestra fatta fare ad X-T4: una boccata d’aria fresca, un ritorno alle origini. Nonostante questo, forte dell’essere un modello ad ottica intercambiabile e delle specifiche di X-H2, X-T5 ben si presta ad essere versatile e adatta ad un utilizzo professionale che svaria in molti ambiti..basta cambiare obiettivo ed il gioco è fatto. Ma, parliamoci chiaro: fare streetphotography con una compatta è tutta un’altra cosa.

Questo è un modello per chi sa quello che vuole, per chi ha già affrontato svariati generi fotografici e ha capito che semplicemente non gli interessavano particolarmente, per chi ama non separarsi mai dalla propria macchina fotografica. Insomma, per chi ha già tracciato la propria strada.



Fujifilm X100VI: specifiche

Il dualismo tra la serie X100 e la serie X-T continua: si può dire quindi che X100V sta ad X-T3 come X100VI sta ad X-T5. Il sensore è un APS-C X-Trans CMOS 5 HR da 40 Mpxl, la quinta generazione di superficie sensibile montata anche su X-T5 ed X-H2. Nonostante la maggior densità di punti rispetto al precedente BSI da 26 Mpxl, un algoritmo avanzato di elaborazione delle immagini aumenta la risoluzione senza compromettere il rapporto segnale-rumore; questo perchè è la sua struttura ad essere cambiata rispetto ad un classico filtro Bayer: qui i pixel RGB sono presenti in ogni riga ed il verde si ripete su ogni diagonale. Tutto ciò vuol dire assenza di moiré ma soprattutto migliore interpolazione del colore, quasi da “pellicola” anche grazie ad una eccellente elaborazione del segnale da parte del processore X-Processor V. Ciò rende anche possibile un valore ISO base che parte da 125 (prima raggiungibile solo in extended) e che si spinge fino al classico 12800. Oltre che una gamma dinamica davvero estesa.

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Fujifilm X100VI – Dati di scatto: 1/3200s – F2.8 – ISO 125

Il sistema AF è basato su 425 punti a rilevamento di fase e contrasto che coprono il 95% circa del sensore: si possono utilizzare tutti  (17 x 25) oppure solo 117 (9 x 13) a seconda delle esigenze; grazie poi ad algoritmi AI, è ora in grado di riconoscere umani, animali, uccelli, auto, moto, aerei e persino droni. In termini di pura velocità, la raffica si spinge fino ad 11 fps con otturatore meccanico (ma si può scendere anche a 8 fps) e fino a 20 fps con otturatore elettronico a patto che si scatti con un leggero crop di 1.29x (stesso limite per i 13 fps ed i 10 fps). In quest’ultimo caso, quello dello scatto con soggetti in movimento o eventi sportivi, anche il mirino si adatta grazie ad una “modalità sport”: si riduce leggermente il campo visivo e si perde un po’ di risoluzione per avere un minor ritardo in raffica.



X-T5 X-100VX-100VI








Sensore (APS-C)X-Trans CMOS 5 HRX-Trans CMOS 4X-Trans CMOS 5 HR
Risoluzione40,2 megapixel26,1 megapixel 40,2 megapixel
Illuminazione sensoreBSI (retroilluminato)BSI (retroilluminato)BSI (retroilluminato)
ProcessoreX-Processor 5X-Processor 4X-Processor 5
CostruzioneLega di magnesioLega di magnesioLega di magnesio
Sensibilità ISO160-12800160-12800125-12800
Stabilizzatore incorporato5 assi (7 Stop)No5 assi (6 Stop)
Mirino elettronico3.690.000 punti3.690.000 punti 3.690.000 punti
Ingrand. mirino elettronico0,8x0,52x0,52x
Monitor3”, 1.620.000 punti, orientabile3”, 1.620.000 punti, basculante3”, 1.620.000 punti, basculante
Touch screen
Autofocus ibrido425 punti, 98% (-7 EV) + AI425 punti, 98% (-7 EV)425 punti, 98% (-7 EV) + AI
Otturatore meccanico1/8.000s – 15 minuti1/8.000s – 15 minuti1/8.000s – 15 minuti
Otturatore elettronico1/32.000s – 15 minuti1/32.000s – 15 minuti1/32.000s – 15 minuti
Sincro flash1/250 (ott. meccanico)1/125 (ott. elettronico)1/250 (ott. meccanico)1/125 (ott. elettronico)1/250 (ott. meccanico)1/125 (ott. elettronico)
Scatti continui ott. meccanico15 fps11 fps11 fps
Scatti continui ott. elettronico13 fps (20 fps crop 1,29x)13 fps (20 fps crop 1,29x)13 fps (20 fps crop 1,29x)
Registrazione video6,2K/30p4K/30p6,2K/30p
Presa microfono3,5mm3,5mm3,5mm
Presa cuffiaUSB + adattatoreUSB + adattatore USB + adattatore
Schede di memoriaDoppio slot SD UHS-I/UHS-IISingle slot SD UHS-I/UHS-II Single slot SD UHS-I/UHS-II
WirelessWi-Fi 802.11a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.2 LE Wi-Fi 802.11a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.2 LEWi-Fi 802.11a/b/g/n/ac, Bluetooth 4.2 LE
Connessione USB3.2 Tipo C3.2 Tipo C3.2 Tipo C
Connessione HDMITipo DTipo DTipo D
BatteriaNP-W235NP-W126S NP-W126S
Autonomia con EVF foto/video580 scatti430 scatti230 scatti
Dimensioni129,5 x 91 x 63,8 mm 128 x 75 x 53.3 mm128 x 75 x 55.6 mm
Peso (batteria inclusa)557 g478 g521 g

Grande novità per questa serie è l’introduzione della stabilizzazione a 5 assi in grado di compensare fino a 6 stop. Non saranno i 7 stop di X-T5 ma di sicuro bastano e avanzano per non portare mai a casa scatti mossi; se prima si potevano raggiungere tempi sicuri fino ad 1/40s a mano libera, ora si può addirittura scendere ulteriormente. Funzione questa che si rende utilissima anche in video, pur quanto X100VI non sia certo il modello giusto per un videomaker; resta il fatto che, come l’ammiraglia vintage, si può spingere fino al formato 6K/30p con codec H.264/H.265 e al 4K/60p. Il tutto anche grazie ad un obiettivo fisso frontale Fujinon Super EBC 23mm F2, equivalente ad un 35mm nel formato Full Frame, composto da 8 elementi suddivisi in 6 gruppi, con due lenti asferiche.

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Fujifilm X100VI – Dati di scatto: 1/5000s – F2 – ISO 125

Anche su questo modello il mirino è ibrido e vi si accede attraverso la levetta posta sul fronte del corpo macchina. Spostandola verso destra si potrà switchare tra mirino EVF da 3.69 milioni di punti (che mostra l’immagine nel suo risultato finale dopo lo scatto) ed OVF con ingrandimento 0.59x e correzione della parallasse (che mostra la scena per quello che è realmente, non viziata dai parametri di scatto prescelti). In quest’ultimo caso, facendo scattare la levetta anche verso sinistra, si avrà una visuale ibrida, chiamata ERF e che unisce il meglio di entrambe le esperienze: il mirino sarà sempre OVF ma in basso a destra si avrà anche un piccolo riquadro EVF che ingrandisce il punto di messa a fuoco. Nel menù si potrà poi trovare una voce “Modalità mirino sport”: una volta selezionata, l’EVF ridurrà sia le dimensioni del campo inquadrato, per permettere al fotografo di comporre meglio, sia la risoluzione, per consentire di avere meno blackout tra un fotogramma e l’altro. Rimanendo in tema, persino il display posteriore touch è rimasto identico al precedente: è sempre un pannello da 3” basculante verso l’alto e verso il basso. Fortunatamente, in linea con i dettami di questo modello pensato per la fotografia di strada e non proprio per il video (nonostante le specifiche sopra menzionate), non è stato sostituito da un orientabile poco utile e scomodo sul campo.

Fujifilm X100VI: design

Esternamente tra X100V ed X100VI non ci sono differenze, si può dire che una è la copia carbone dell’altra; il nuovo modello è solo leggermente più grande e più pesante, ma rimane nell’ordine di equivalenza di una bottiglia da mezzo litro di acqua tanto per fare un esempio. La mancanza del mirino centrale rispetto ad X-T5 la rende quindi estremamente portatile e discreta.

Calotta e fondello sono costruiti in alluminio satinato. La prime cose a notarsi sulla calotta sono il nome del modello ed il vecchio logo “Fujinon Lens System” serigrafato; troviamo poi le ghiere di controllo sulla destra: quella dei tempi che dà accesso anche alla regolazione dei valori ISO una volta alzata la corona e quella per la staratura dell’esposimetro, oltre al pulsante di scatto con coassiale lo switch ON/OFF ed un piccolo pulsante personalizzabile.

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Fujifilm X100VI

Sul fronte domina l’obiettivo Fujinon Super EBC 23mm F2 e subito sopra un piccolo flash. Alla sua sinistra un pulsante che dà accesso all’impostazione della ghiera personalizzabile dell’ottica e coassiale uno switch che modifica la visuale da mirino facendola passare tra EVF, OVF ed ERF. A lato una piccola ghiera utile per modificare le impostazioni manuali.

Simmetrica a quest’ultima la seconda ghiera, posta però sul retro. Al suo fianco i pulsanti di blocco AEL/AFL e Drive/Delete. A cornice del mirino il piccolo joystick ad otto vie per spostare l’area di messa a fuoco: ha le stesse dimensioni di quello di X-T5 ma, se su quel modello risultava un po’ troppo piccolo, su questo sembra perfetto. Subito sotto i tasti Menù/OK, Play e Display. 

Lato destro un piccolo pulsante Q incastonato nell’impugnatura nella quale trova spazio lo sportellino con l’ingresso microfono e le prese USB-C e micro HDMI. Sul lato opposto solo il selettore che fa passare da messa a fuoco manuale, continua o singola.

Sul fondello il vano che contiene la batteria e il single slot SD. Unica pecca di design è che la filettatura per il treppiede è troppo vicina a questo alloggiamento non consentendone l’apertura quando utilizzato uno stativo. Non è però una “macchina da studio” per cui si può chiudere un occhio.

Fujifilm X100VI: funzionalità

Siamo di fronte alla macchina fotografica più personalizzabile che esista? Io credo di sì. Una volta tolta dalla scatola X100VI si può cucire addosso al fotografo, letteralmente. Solitamente le posizioni C su un corpo macchina qualunque sono limitate a quattro, al massimo cinque: su questo modello invece tutti i pulsanti e le ghiere possono essere destinate ad ogni funzione.

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Tutte le personalizzazioni a menù di Fujifilm X100VI

Partiamo dalle cose “standard”, ovvero quelle che hanno un numero limitato di funzioni da destinarvi. La ghiera dell’obiettivo, quella non pensata per la regolazione dell’apertura, può essere utilizzata per la messa a fuoco manuale o per le micro regolazioni in AF. Ma premendo il piccolo pulsante posto sotto la ghiera dei tempi, può funzionare anche per modificare il bilanciamento del bianco, accedere alle simulazioni pellicola ed azionare il teleconverter digitale. 

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Tutte le personalizzazioni a menù di Fujifilm X100VI

Tutto il resto è ampiamente personalizzabile, dalla levetta coassiale al pulsante appena citato (la breve pressione varia la visuale del mirino ma quella lunga si può destinare ad altro), al piccolo tasto fn sulla calotta, al pulsante Q. Persino il display può essere trasformato in un selettore a quattro vie trascinando il dito su/giù/destra/sinistra. Ogni ghiera poi può essere non solo ruotata ma anche premuta, dando accesso quindi ad una doppia personalizzazione. 

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Tutte le personalizzazioni a menù di Fujifilm X100VI

Insomma, tutti i tasti e le ghiere di questa macchina sono modificabili con qualunque impostazione del menù, l’equivalente di un totale di dieci pulsanti C a portata di dita. E, rimanendo in tema, se ve lo state chiedendo (perché so che ve lo state chiedendo), le ricette che potete caricare direttamente in macchina sono sempre sette.

Fujifilm X100VI: sul campo

Avevo organizzato un mini viaggio personale a Napoli, due giorni lontano dal lavoro (dalle mail perlomeno, perché far foto è più che altro una passione) per ricaricarmi un po’. Avevo pensato di portare con me la macchina fotografica come ogni volta che decido di andare in un luogo che non conosco. Poi ho saputo che Fujifilm avrebbe presentato X100VI in una preview stampa a Sanremo il giorno dopo il mio rientro..e i miei programmi sono cambiati. Per fortuna. Non avendo mai provato X100V, se non per un paio di giorni quindi troppo poco, questo modello è stato una vera e propria sorpresa sia in termini di comodità sia di qualità costruttiva e d’immagine. 

Cominciamo subito con il dire che X100VI sta in una tasca. Io me la sono portata in giro in quella cargo e l’ho tirata fuori all’occorrenza, senza quindi aver bisogno di una borsa o di un marsupio per poterla riporre (e già qui, eliminiamo un accessorio ingombrante). È veloce, agile e discreta e, per chi se lo stesse chiedendo, la focale fissa non è certo un limite: 23mm, che sono i classici 35mm, sono ideali per la fotografia di strada. Inoltre ti obbligano a pensare prima di scattare, a cercare la giusta composizione. E, perché no, anche a divertirsi un po’ cercando nuove prospettive.

Qualora non bastassero viene in aiuto il teleconverter digitale, che altro non è che un crop sul sensore, in grado di portarvi a focali equivalenti al 50mm ed al 70mm. Una cosa che noterete quando esportete le immagini è che ovviamente il crop funziona solo sul formato jpeg, il raw sarà sempre a tutta inquadratura. 

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Fujifilm X100VI – Dati di scatto: 1/160s – F2 – ISO 125

Il file è eccellente. Nonostante la risoluzione sia così elevata il rumore è come se non esistesse e l’ampia gamma dinamica permette di aprire le ombre in maniera esagerata senza per forza rovinare tutto. Il nuovo X-Trans è davvero un bel sensore, lo avevo già apprezzato su X-T5 e qui si conferma una garanzia: la riproduzione dei colori è abbastanza magica, figlia di una color science che si rifà alla resa della pellicola. Per quanto mi riguarda sotto questo aspetto Fujifilm si trova sul podio assieme a Canon. Inoltre il colore è ben gestibile anche in camera. Non mi riferisco alle Film Simulation, nelle quali trovate anche quella nuova Reala Ace, che solitamente non utilizzo: a meno che non vogliate scattare e condividere immediatamente il risultato, le potete richiamare in post con Lightroom senza bisogno di ricreare appositamente i preset. Intendo invece le Color Chrome, che sono due, e vanno ad enfatizzare toni specifici: ad esempio, io che sono un amante dei toni freddi, ho apprezzato molto Color Chrome Blue. In entrambe (Chrome e Chrome Blue) l’effetto enfatico è regolabile su due step: leggero e forte.

Grazie alle sue dimensioni si apprezza in ogni situazione. La propria comfort zone è fatta degli usi e delle consuetudini della città in cui si vive: si sa sempre dove andare e come scattare, senza preoccuparsi troppo dell’effetto che fa su chi ci circonda. Ma quando si esce dal proprio orticello, allora le cose cambiano, soprattutto le persone che si incontrano. E avere in tasca una macchina piccola, veloce e discreta, che non mette in soggezione gli astanti perché non percepita come un “pericolo” per la privacy, è davvero il massimo. Fotografare con una simile macchina è liberatorio e vi permette di massimizzare la discrezione, sia in viaggio ma anche nella fotografia di tutti i giorni. Inoltre vi assicuro che, se siete degli appassionati, vi scorderete di avere uno smartphone in tasca e non lo tirerete mai fuori perché semplicemente non ne sentirete il bisogno (postilla: diffidate da chi vi dice che non si può fare ottima fotografia con un telefono perché..dipende sempre da che telefono si ha in tasca!).

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Fujifilm X100VI – Dati di scatto: 1/80s – F2 – ISO 125

C’è però una grande pecca in questo disegno quasi del tutto perfetto: l’autonomia. La batteria non è cambiata rispetto al modello precedente: con X100V bisognava “darsi una regolata” per riuscire ad arrivare a sera, con X100VI sostenere un’intera giornata è impossibile. A seconda dell’utilizzo, e una macchina come questa si fa usare parecchio, siamo nell’ordine dei 250 scatti circa Raw + jpeg; vero che per ricaricarla basta un powerbank, vero che in viaggio ne abbiamo sempre uno nello zaino, però è davvero troppo poco. Io l’ho provata con un firmware beta, spero quindi che il nuovo aggiornamento con cui verrà commercializzata vada ad agire soprattutto sui consumi.

Fujifilm X100VI: conclusioni

Una bellissima esperienza di scatto. X100VI è una macchina piccola, leggera e discreta ma estremamente potente. Un’arma da avere sempre con sé ma non per questo alla portata di tutti bensì solo per chi ha la consapevolezza di amare incondizionatamente la strada e tutte le sue possibili sfaccettature. Un discrimine sarà anche il prezzo, fissato a € 1849: un posizionamento che non disturba la “sorellona” X-T5 e neppure la “sorellina” X100V, una cifra corretta pensando alle specifiche di cui è dotata.


In questa gallery tutte le foto scattate con Fujifilm X100VI


Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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