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Sony A7S III: 4K senza compromessi

Sony presenta oggi la nuova mirrorless Full Frame A7S III: sensore retroilluminato da 12 Mpxl, processore Bionz XR, video 4K fino a 120 fps con registrazione interna 4:2:2 a 10-bit e mirino da oltre 9 milioni di punti.

Francesco Carlini | 28 Luglio 2020

Sono passati cinque anni, era ottobre 2015 quando Sony presentava A7S II. Per il mondo tecnologico cinque anni sono davvero tanti e di modelli ne sono usciti un’infinità, non solo marchiati Sony. Inoltre anche le tecnologie utilizzate nelle fotocamere hanno fatto grandi passi in avanti: i sensori, i processori, l’autofocus, gli algoritmi di intelligenza artificiale..solo per citare alcuni aspetti fondamentali per un prodotto fotografico al giorno d’oggi. Per capirci meglio, prendiamo ad esempio il segmento Full Frame mirrorless: dal 2015 al 2020 Sony ha presentato A9, A7 III, A7R III, A7R IV ed infine A9 II. La concorrenza non è stata a guardare, ora tutti i maggiori brand sono passati alla tecnologia mirrorless anche per il pieno formato e Sony si ritrova circondata da un’offerta di prodotto che prima, semplicemente, non esisteva: Nikon Z7 e Z6, Canon EOS R, EOS RP, EOS Ra, EOS R5 ed EOS R6, Panasonic Lumix S1, Lumix S1R e Lumix S1H. Cinque anni fa tutto questo non esisteva: Canon e Nikon puntavano ancora tutto sulla tecnologia reflex e Panasonic teneva il punto sul formato Micro Quattro Terzi. E mi sono limitato al Full Frame, se dovessi cominciare una disamina sulle APS la lista sarebbe quasi infinita. Cinque anni fa la concorrenza sul segmento video non era così accesa e si limitava ad un formato ridotto, ora invece ha visto entrare in gioco prodotti altamente innovativi dal pieno formato come Panasonic Lumix S1H e Canon EOS R5. Proprio loro sono i termini di paragone da prendere come riferimento ora: la prima in quanto prima fotocamera mirrorless 6K (addirittura unica fotocamera certificata Netflix), la seconda come apripista del segmento 8K – formato di poco utilizzo ma che consente il reframing, quindi la possibilità di svolgere tutto il lavoro con un solo corpo. Il tutto con buona pace di chi sostiene che il segmento fotografico non veda grandi innovazioni da anni o di chi si basa solo sui numeri e considera il mercato stazionario o addirittura diretto verso il baratro. 

Nel mentre Sony è rimasta a guardare, per anni abbiamo aspettato la nuova A7S III speculandoci su anche parecchio e rincorrendo i rumors: 6K? 8K? Global Shutter? Oggi possiamo mettere un punto a questi discorsi e dire ufficialmente no, Sony A7S III non ha nulla di tutto ciò ma nonostante questo è una macchina estremamente innovativa, completamente nuova e che effettivamente porta la registrazione video, da sempre cardine su cui si basa di questo modello, ad un livello successivo. Come? Con l’operabilità e la flessibilità, con nuovi formati e nuovi frame rate. Il nuovo sensore e il nuovo processore portano in dote miglioramenti sensibili ad un prodotto di per sé già apprezzato e consolidato nel segmento e che Sony riassume con, testuali parole, “il 4K migliore possibile, il migliore in assoluto”. D’altronde da un modello attesissimo da ormai cinque anni non ci si poteva aspettare nulla di meno: tutto sommato c’era una posizione commerciale da difendere ma soprattutto erano da colmare le insoddisfazioni di chi, operatore del settore, cominciava a “stare stretto” dentro una A7S II e aveva bisogno di qualcosa di più professionale. Nel 2015 il 4K era un plus ed era “di nicchia”, ora è una realtà quasi imprescindibile per una macchina fotografica che deve sapere fare di tutto e di più, come il fotografo professionista moderno che oggi non può limitarsi a fotografare ma deve saper essere anche videomaker e content creator.

Sony A7S III è un prodotto completo. Chiaramente come si dice oggi è “video oriented” ma ricordiamoci che un simile corpo macchina è l’ideale anche per la fotografia notturna urban e street e per la fotografia di teatro e concerti, tutte condizioni in cui una spiccata sensibilità è fondamentale. Ho avuto a disposizione in anteprima questo modello “pre-prod” per quattro giorni: per sfruttare al meglio le sue capacità ho deciso di uscire di notte, a Milano, e fare qualche km a piedi. La scelta è stata la migliore possibile, dato che ho potuto saggiare le differenze tra il nuovo e il vecchio modello. Inoltre ho deciso di scattare con uno dei filtri nuovi di A7S III: è stata una prima volta, non sono mai stato un amante dei filtri e dei preset, ma devo ammettere che il nuovo FL (Film Like Tone) mi ha regalato non poche emozioni. 

Sony A7S III: caratteristiche tecniche

Partiamo subito con lo snocciolare le caratteristiche che fanno di A7S III un prodotto completamente nuovo: non sono poche e vanno a migliorare il precedente in maniera drastica. Cominciamo dalle proprietà video, perché sono queste a definirla e posizionarla sul mercato. Ma soprattutto partiamo da un assunto fondamentale: su A7S III non ci sono limiti di tempo in modalità video, per cui si potrà registrare per quanto si vuole..unico limite, la capacità della batteria. L’upgrade rispetto ad A7S II è il formato XAVC-S 4K (Long GOP) H.264 che passa dai 30 fps in 4:2:0 8 bit ai 100 fps in 4:2:2 10 bit a 280 Mbps. Ma non finisce qui, perché vengono aggiunti due nuovi formati di registrazione: un formato ridotto – XAVC-S HS 4K (Long GOP) H.265 fino a 100 fps in 4:2:2 10 bit a 280 Mbps – e un formato professionale – XAVC-S I 4K (All-Intra) H.265 fino a 50 fps in 4:2:2 10 bit a 500 Mbps. Tutto questo in registrazione interna, ma utilizzando un registratore esterno (Sony ha una collaborazione con Atomos) via HDMI si potrà registrare in Raw 4K 60p con profondità colore a 16-Bit. Non dimentichiamo poi che la gamma dinamica è stata portata dai 12 ai 15-stop. Tutto ciò potrà essere registrato anche ad un frame rate di 120 fps, ma bisognerà accettare un leggero crop del 10% sul campo visivo. I formati sopra menzionati sono in “Normal Rec”, per ognuno di loro è però ovviamente prevista la possibilità S&Q (Slow&Quick): nel primo caso (XAVC-S 4K) fino a 100 fps (25 fps 4x slow-mo o 50/100p) in 4:2:2 10 bit a 140 Mbps, nel secondo (XAVC-S HS 4K)  fino a 100 fps (50p 2x slow-mo o 100p) in 4:2:2 10 bit a 200 Mbps e nel terzo (XAVC-S I 4K) fino a 100p (25p 4x slow-mo o 50p) in 4:2:2 10 bit fino a 250 Mbps. Sony va quindi a migliorare in tutto i suoi formati ma soprattutto li attualizza seguendo le moderne necessità dei videomaker e gli permette di registrare senza limiti. Il flusso di lavoro su A7S III sarà anche molto facile da integrare con il registrato delle altre videocamere professionali dato che può vantare tre settaggi colore: S-Gamut, S-Gamut3 ed S-Gamut3.Cine.

Tutto ciò però deve essere adeguatamente supportato, tutto il sistema ruota attorno ad un nuovo processore, una nuova batteria e un nuovo sistema di dissipazione del calore. Bionz X è stato rivisto e trova spazio nella sua versione XR solo su questo modello: ha otto volte la velocità del processore montato su A7S II ma soprattutto è a lui che si devono i 15-stop di gamma dinamica. Ma per registrare senza limiti di tempo i fattori fondamentali sono due: l’autonomia e l’affidabilità. La nuova batteria Z è garantita, standard CIPA, per una registrazione di ben 95 minuti continui o di 600 scatti, un passo avanti notevole rispetto al vecchio modello che garantiva 60 minuti in video o 394 scatti in foto: le dimensioni sono infatti più grandi e, se è vero che è compatibile con nuovi modelli come A7 III o A7R IV, non si può dire lo stesso per A7S II dove lo slot di alloggiamento ha dimensioni molto più contenute. Il sistema di dissipazione del calore è invece interno, a fronte delle molte speculazioni dei mesi scorsi che volevano che anche su A7S III, come già visto su Panasonic Lumix S1H, fossero montate delle silenziose ventole: nei quattro giorni passati assieme a questa macchina, posso garantire che non ho mai avuto problemi di surriscaldamento o di blocco improvviso con questo classico sistema..insomma, non è mai andata in crash. Una buona premessa se pensiamo che ho utilizzato un pre-prod con un firmware non ancora definitivo.

Dati di scatto: 1/40s – f/4 – ISO 3200 – Sony A7S III + FE 16-35mm f/2.8 GM

Ma le nuove caratteristiche tecniche non si fermano qui. Il sensore è nuovo: è sempre da 12 Mpxl ma qui i pixel sono più grandi (anche se nominalmente non li posso quantificare in micron), la lettura è due volte più veloce e la struttura è retroilluminata. La vecchia A7S II non poteva infatti vantare un sensore BSI, così come non poteva vantare un sistema AF così prestazionale: dai 169 punti a rilevamento di contrasto si è passati a ben 759 punti a rilevamento di fase/contrasto con tecnologia Fast Hybrid. Gli algoritmi di intelligenza artificiale fanno qui la vera differenza perché consentono di agganciare il soggetto senza errori e velocemente e passare in automatico dal rilevamento dell’occhio (umano o animale, destro o sinistro) a quello del volto. Anche A7S II aveva il riconoscimento dell’occhio, ma molto meno preciso, meno veloce e soprattutto unicamente umano. Inoltre di notte, dove la luminosità è critica, non ha mai perso un colpo..e per un firmware non ancora definitivo è un’ottima base di partenza. A7S III ha una doppia stabilizzazione: a quella interna a 5 assi viene aggiunta una ulteriore stabilizzazione digitale detta “Active Mode”, un ulteriore aiuto se si registrano video a mano libera anche se leggermente croppati (a seconda del tipo di ottica utilizzata). Arricchiscono poi le opzioni creative quattro nuovi filtri – che portano il totale a dieci: Film Like Tone (FL), Instant Camera Tone (IN), Vivid Tone with Bright Color (VV2) e Soft & High Key (SH), tutti regolabili secondo i classici otto parametri disponibili – Saturation, Contrast, Shadow, Highlight, Fade, Sharpness, Sharpness Range e Clarity.

Sony A7S III: design

La conformazione del corpo cambia drasticamente rispetto a Sony A7S II, che aveva (anche e soprattutto perché è un modello del 2015) una silhouette snella di 127 x 94 x 48mm. A7S III ricorda molto più A7R IV: corpo spesso e impugnatura pronunciata, misura 129 x 97 x 70mm. Quei due centimetri in più in spessore fanno la differenza per tre buone ragioni: hanno permesso infatti di inserire una batteria Z più grande e longeva, un display posteriore estraibile e ruotabile Vari Angle (come quello di Sony ZV-1) da 3” e 1.440.000 punti ma soprattutto un sistema di dissipazione del calore interno. Come detto non ci sono ventole come su Panasonic Lumix S1H, ma la tecnologia utilizzata è davvero funzionale: ammetto che non ho registrato 95 minuti, ma ho stressato molto l’autonomia tra foto e video e la macchina, pur avendo un firmware versione 0.9, non è mai andata in crash o in blocco a causa del continuo utilizzo. In quattro giorni l’ho ricaricata una volta sola. Anche la disposizione e la conformazione dei tasti è cambiata. Sulla calotta troviamo la gradita aggiunta di una ghiera per le impostazioni di scatto (che prima fuoriusciva gentilmente dalla scocca), la ghiera PASM  si arricchisce di un preset personale (da 2 si passa a 3) e della funzione S&Q (Slow&Quick) e il tasto di registrazione video, che su A7S II era sul lato destro, si sostituisce al pulsante C1 (posto ora sul retro) dietro a quello di scatto. Infine la ghiera di staratura dell’esposimetro guadagna un piccolo pulsante di blocco.

Sul retro tante altre novità, in primis sono stati finalmente aggiunti un joystick di grandi dimensioni per selezionare l’area di messa a fuoco e il tasto AF-On che prende il posto del selettore AF/MF: tutte soluzioni che ne vanno ad aumentare l’operabilità. Anche l’interfaccia è cambiata: ora il menù si sviluppa lateralmente ed è a colori, con voci diverse a seconda che l’operatore sia in modalità foto o video. L’oculare è più grande anche perché il mirino EVF ha un pannello QXGA Oled da ben 9.440.000 punti, un record assoluto per una fotocamera! Subito sopra troviamo una slitta a contatto caldo che consente il posizionamento di un microfono direzionale: come su A7R IV, anche su A7S III l’audio è digitale a 4 canali 24 bit. Lato destro c’è il nuovo slot per schede, “Dual” nel vero senso della parola dato che ogni singolo alloggiamento supporta schede di diverse dimensioni e tecnologie: per consentire gli elevati bitrate in video si potranno usare schede SD UHS II (meglio se con certificazione V60 o V90) ma soprattutto il nuovo formato di schede CFexpress di tipo A, che garantiscono una velocità di lettura e scrittura rispettivamente di 800 Mbps e 700 Mbps.

Questa nuova conformazione è una prima nel segmento e una vera e propria comodità in termini operativi. Lato sinistro invece gli sportellini in plastica che racchiudono le connessioni. Pregevole qui il cambio di rotta in termini di design: su A7S II erano legati al corpo mediante un minuscolo gancetto di gomma mentre ora lo sono tramite una cerniera. Nascondono: una porta HDMI (che prima non c’era) per l’utilizzo di un registratore esterno, jack per il microfono esterno, jack per le cuffie, porta USB-C e Mini HDMI. 

Sony A7S III: sul campo

Quattro giorni con Sony A7S III. Il primo giorno, grazie anche al fatto che avevo con me una A7S II oltre alla mia fedele A7 III, l’ho guardata e studiata..un po’ indeciso sul da farsi. Avevo a disposizione anche un FE 16-35mm f/2.8 GM e un FE 24-70mm f/2.8 GM, per cui insomma..di materiale ce n’era anche troppo. La verità è che questo lockdown mi ha un po’ “frenato” ultimamente: la poca libertà di movimento dei mesi precedenti è stata accompagnata dall’esaurimento dei soggetti fotografabili intorno a me per cui la voglia di uscire era tantissima ma la creatività..quella proprio non arrivava. In quel primo giorno ho spulciato il menù, guardato ogni singola voce. E poi ho aperto la sezione dei filtri. Come anticipato io non sono proprio un amante di questi preset, solitamente non li uso..ma qualcosa ha richiamato la mia attenzione e mi ha un po’ svegliato dal torpore nel quale ero finito: il Film Like Tone, più semplicemente Film Look. Questo tipo di filtro mira a regalare un effetto cine a filmati e immagini: sfondo morbido, contrasto spiccato e una accentuata saturazione sui colori accesi. Ho deciso di utilizzarlo per scattare di notte durante qualche lunga passeggiata per una Milano semi deserta, nonostante non ci siano più restrizioni alla circolazione delle persone. Difficilmente utilizzo il display posteriore, uso sempre il mirino: mi ci sono trovato subito bene grazie al fatto che ha un oculare maggiore (anche rispetto alla mia A7 III) ma soprattutto una incredibile luminosità. Ma ecco, la luminosità mi ha giocato inizialmente un brutto scherzo: pensavo di aver scattato immagini molto “chiare” e, tornato a casa, ho purtroppo scoperto che così non era. Nove milioni e passa di punti sono tanti e sono da gestire diversamente rispetto ad un classico EVF altrimenti si rischia di avere file leggermente falsati: luci corrette che pensavate di aver bruciato, ombre molto chiuse che pensavate di aver aperto. So che sembra strano da dire ma la luminosità va leggermente abbassata..almeno questo ho fatto io il secondo giorno di scatti, ma è da sottolineare che probabilmente le luci saranno meglio gestite con il firmware che accompagnerà la macchina definitiva. Il mio era la Ver. 0.9, per cui ancora in fase embrionale rispetto alla classica Ver. 1.0 che sarà commercializzata a settembre. Questo firmware però si è comportato bene in tante altre situazioni, per esempio non crashando mai.

Dati di scatto: 1/40s – f/7.1 – ISO 6400 – Sony A7S III + FE 24-70mm f/2.8 GM

Specificato questo, una fredda Milano in versione cine è stata una piacevole scoperta. La macchina si fa trasportare in giro piacevolmente senza sforzi e il feeling dato da un corpo macchina pronunciato è una bella comodità: l’impugnatura più grande è ben salda rispetto al passato, l’utilizzo con ottiche pesanti (perché le G Master, per quanto molto leggere per la loro categoria, sono comunque ottiche professionali per cui il loro peso specifico alla lunga si può far sentire) ne è stato massimizzato. La particolarità è che sulla bilancia A7S III fa segnare solo 70 grammi in più di A7S II – e una buona parte è dovuto alla batteria – per cui a quasi parità di peso abbiamo in cambio un miglior bilanciamento nell’utilizzo a mano libera. Anche il corpo si è quindi uniformato come professionalità alle caratteristiche tecniche. La gestione del rumore, nonostante la macchina “prenda più luce”, è ottima e vi permetterà di ottenere una lieve e piacevole grana e di ritagliare un po’ del frame qualora vorreste ricomporre in post. Lato video, a parte le ovvie migliorie riguardanti i formati professionali, ho trovato molto comoda la stabilizzazione aggiuntiva “Active Mode” che lavora insieme all’IBIS: il crop è leggero e l’apprezzerete soprattutto se siete in movimento, magari con un piccolo gimbal. Doppia lettura invece per il display estraibile: lo troverete fondamentale se state lavorando con un grande treppiede o se vi state riprendendo in prima persona senza l’aiuto di un operatore..ma sentirete la mancanza del basculante se usate A7S III con entrambe le mani per riprese dal basso. Vero, è ruotabile verso l’alto ma è “decentrato”. Questa però è sicuramente un’opinione soggettiva, più da appassionato che da videomaker professionista.

Dati di scatto: 10s – f/10 – ISO 40 – Sony A7S III + FE 16-35mm f/2.8 GM

Sony A7S III: conclusioni

Devo ammettere che mi sono divertito parecchio con questa fotocamera, non accadeva da tempo. I miglioramenti rispetto al passato si sentono, il sensore retroilluminato con pixel più grandi spinge a nuove vette la sensibilità già spiccata di questa macchina e la sua tenuta ad altissimi valori ISO – che nominalmente non è cambiata, si attesta ancora ad un massimo di 409600: più flessibile di A7S II, ha una migliore gestione del rumore, visibile ma piacevole. Sony non posiziona certo questo modello in cima alla piramide delle preferenze dei fotografi professionisti come A9 e A9 II bensì a quelle dei videomakers grazie ai suoi nuovi rinnovati formati video, grazie a nuovi framerate e bitrate, grazie alla sua flessibilità operativa. Vi assicuro però che per un certo tipo di immagini è letteralmente perfetta: se amate la street e la urban notturna o se siete di scena a concerti e spettacoli teatrali, questo è il prodotto che fa per voi con l’unica postilla di rispettare sempre una buona composizione a monte dello scatto – ricordatevi che A7S III, nonostante gestisca ottimamente il rumore, non è comunque una A7R IV per cui ammette un leggero crop, non certo un ritaglio aggressivo. Dopo cinque anni ci si aspettava un cambio di marcia per la gamma A7S, una macchina così attesa dagli operatori necessitava di una vera e propria rivisitazione: l’aggiornamento al 2020 è quindi stato fatto in maniera oculata, senza strafare o rincorrere risoluzioni pesanti e ancora poco utilizzate nell’ambiente ma risolvendo le criticità che la tecnologia moderna aveva reso superate ed evidenti.

Sony A7S III sarà disponibile da settembre 2020 ad un prezzo di € 4200 solo corpo.


In questa gallery le immagini scattate con Sony A7S III con FE 16-35mm f/2.8 GM ed FE 24-70mm f/2.8 GM.


Francesco Carlini
In primis appassionato di fotografia, dal 2008 faccio parte del team di Editrice Progresso, storica casa editrice italiana fondata nel 1894, e gestisco il sito www.fotografia.it. Al lavoro redazionale e giornalistico nel corso degli anni ho affiancato il lavoro di prova dei prodotti e delle misurazioni di laboratorio riguardanti fotocamere, obiettivi e smartphone.
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