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Oppo e la nuova tecnologia di zoom a periscopio a gruppi mobili: una focale equivalente ad un 85-135mm

Redazione fotografia.it | 20 Agosto 2020

Gli ingegneri di Oppo fanno un ulteriore passo avanti tecnologico e riescono a sviluppare un nuovo zoom a periscopio a gruppi mobili in grado di fornire agli smartphone una focale equivalente ad un 85-135mm.

La nuova tecnologia di zoom a periscopio di Oppo

Oppo è sempre stata pioniera di nuove tecnologie che hanno fatto la loro comparsa in primis sui modelli Reno. L’ultima, quella relativa allo zoom a periscopio, è stata poi utilizza con incredibile successo anche da Huawei sui suoi Huawei P30 Pro e Huawei P40 Pro: un obiettivo dedicato con 5 lenti interne in grado di fornire un fattore di ingrandimento 5x (su P30 Pro e P40 Pro) e 3x (su P40 Pro Plus). Le fortune di questa tecnologia sono sotto gli occhi di tutti: un obiettivo fisso dedicato ad una maggiore escursione focale rende le immagini molto più nitide e dettagliate ed è una soluzione tecnologica e qualitativa di gran lunga migliore del classico zoom digitale. Huawei poi ultimamente si è spinta oltre con Huawei P40 Pro Plus: questo device incorpora infatti una tecnologia chiamata Multi-Reflection che permette di avere un file di elevata qualità fino a 10x.

Ma Oppo fa un ulteriore passo avanti. La nuova tecnologia a periscopio è infatti completamente diversa dalla precedente: gli elementi passano da 5 a 7, suddivisi in 3 gruppi, due dei quali eseguono dei micro movimenti per permettere allo smartphone di passare dagli 85mm ai 135mm equivalenti con apertura f/3.3-4.4. Dietro questo nuovo obiettivo è stipato un sensore da 32 Mpxl Quad Bayer con tecnologia Pixel Binning e un processore IC dedicato a a 16-bit. “La lunghezza focale ottimizzata di 85mm può controllare bene il rumore dell’immagine, i bordi degli oggetti possono essere nitidi e la riproduzione dei colori reali può essere ottenuta anche in condizioni di scarsa illuminazione, rendendo l’immagine più vivida; la lunghezza focale di 135mm raffigura meglio i dettagli e arricchisce il senso dello spazio, dando ai fotografi il pieno controllo della composizione” si legge nella newsroom Oppo. Ed in effetti gli esempi dati da queste prime immagini sembrano proprio dare ragione agli ingegneri.

Questa nuova tecnologia è incredibilmente importante. Tralasciando lo zoom digitale (che altro non è che un crop sull’immagine), fino ad ora lo “zoom” non è mai stato tale e questa accezione è stata usata impropriamente: solitamente l’ottica dedicata allo zoom aveva un sensore differente da quello principale e altro non era che un obiettivo fisso ad una determinata focale equivalente in grado di fornire un’immagine ingrandita..un rapporto di ingrandimento in sostanza. Oppo cambia però le carte in tavola dato che con questa tecnologia lo zoom diventa effettivo: qui sono i gruppi interni a muoversi e a fornire una focale differente di 85mm e 135mm con un movimento “a scalino” (come dice Oppo). Questa ennesima svolta tecnologica libera quindi la parola “zoom” che da domani potrà essere usata correttamente e non più impropriamente. Inoltre è lecito pensare che se oggi siamo arrivati a questo punto, un domani sarà possibile forse implementare focali intermedie e avvicinare notevolmente gli smartphone a quelle che erano un tempo le fotocamere compatte.

Redazione fotografia.it
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